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Progetto per una nuova scuola a tempo pieno

by redazione — last modified 2009-09-29 09:29

Dal collegio docenti di via Palmieri una riflessione collettiva sull'uso della pedagogia dello "star bene" a scuola, che intende la scuola come luogo della sicurezza, della valorizzazione personale e delle relazioni significative e pregnanti.

 

scarica qui (67Kb .doc)

 

Riflessioni storiche


Nel 1970/71 si realizzano in Italia le prime esperienze di Scuola a Tempo Pieno, sia per rispondere ad istanze di tipo formativo/culturale, in linea con i valori della Costituzione italiana  sia per dare soddisfazione ad istanze di tipo sociale.

La sperimentazione si avvale della ricerca psico/pedagogica, teorica e pratica, messa in atto principalmente dal Movimento di Cooperazione Educativa, che si ispirava alla pedagogia di C.Freinet attraverso le rielaborazioni di G.Tamagnini, B.Ciari e M.Lodi, con i contributi di altri pedagogisti quali Visalberghi, Laporta e De Bartolomeis.

Questa innovazione, da un punto di vista sociologico, è stata interessantissima e molto significativa, perché è “nata dal basso”, non come una riforma imposta dal Ministero.
Si è dimostrata valida e partecipata, perché è stata una riforma inventata da chi (genitori e insegnanti) doveva attuarla nella realtà: un’istanza popolare discussa e costruita democraticamente era diventata, dopo aver superato difficoltà ed ostacoli di ogni tipo, una legge dello Stato.
Lo Stato aveva ratificato in legge ciò che una parte della società aveva già costruito.

Per una decina di anni l’assegnazione degli insegnanti e delle insegnanti nella scuola a Tempo Pieno è avvenuta attraverso una specifica domanda degli interessati, poi, vista la grande diffusione del Tempo Pieno in alcune realtà, i “posti a tempo pieno” sono stati equiparati ai “posti comuni” per cui ogni insegnante poteva liberamente occuparli.

Questo ed altri fatti specifici, quali la diminuzione delle ore di contemporaneità da 8 a 4, i tentativi spesso riusciti di modularizzazione, assieme ad altri fattori più importanti quali la caduta di una forte tensione sociale e la minor attenzione allo sviluppo formativo dei bambini e delle bambine, hanno portato in molte realtà ad un forte ridimensionamento della reale proposta formativa offerta dalla scuola a tempo pieno.

Siamo infatti consapevoli che in molte realtà il Tempo Pieno si è trasformato in una “scuola tradizionale con orario lungo”, nella quale a poco a poco sono stati reintrodotti strumenti ed organizzazioni allora considerati caratteristici di una scuola trasmissiva, quali il libro di testo, il “libro di testo alternativo” ottenuto solamente con fotocopie di altri libri, la prevalenza della lezione frontale, i bambini “tagliati a metà” tra i due insegnanti di classe, spesso in assenza di una programmazione che discuta collegialmente della condivisione di interventi educativi , pedagogici e didattici.

Da qui l’esigenza della “riqualificazione” del progetto pedagogico del nostro Tempo Pieno e della necessità di una sua riscrittura, sulla base delle nuove esigenze sociali e formative .





PER QUANTO RIGUARDA IL PRESENTE


Premesso che l’uso della pedagogia dello “star bene “ a scuola, che intende la scuola come luogo della sicurezza, della valorizzazione personale e delle relazioni significative e pregnanti è fondamentale , gli elementi portanti del progetto per la nuova scuola a tempo pieno nascano da un’analisi ed una riflessione collettiva.

La nostra scuola mira all’ acquisizione di apprendimenti di base e deve offrire l’opportunità di:

Sviluppare tutte le potenzialità di ogni bambino, come sviluppo sociale, consolidamento dell’ identità personale e sviluppo intellettuale.

a.Potenzialità cognitive

  • capacità percettivo-motoria e conoscenza del sé corporeo;
  • capacità di interiorizzare le esperienze e di rappresentarle in varie forme;
  • capacità di esprimere e simbolizzare esperienze col linguaggio specifico di ogni disciplina;  
  • capacità di utilizzare il pensiero convergente, divergente, analitico e sintetico. 

        

Promuovere un atteggiamento di curiosità in riferimento all’esplorazione, alla scoperta alla soluzione dei problemi e organizzazione delle conoscenze, dando la capacità di elaborare e formalizzare le esperienze in modo costruttivo.
Sviluppare le capacità culturali e cognitive in riferimento ai diversi campi di esperienza.



b.Potenzialità socio-affettive:

  • capacità  istaurare rapporti interpersonali;
  • conquista dell’autostima;
  • acquisizione della propria identità sessuata;
  • conquista di autostima in giudizio;
  • capacità di assumere impegni.

 

Capacità di comunicare, di cooperare ed apprendere tramite lo scambio.
Conquista della sicurezza, della fiducia.
Sviluppo dell’autonomia e del senso di appartenenza.



c.Sviluppo delle capacità di riconoscere se stessi e gli altri come valore;

  • sviluppo delle capacità di rispettare gli altri tenendo conto delle differenze di: sesso, etnia, condizioni personali e sociali, identità etico-morali, lingua, opinione.


 
La nostra offerta formativa attribuisce particolare importanza al concetto di “alfabetizzazione culturale”.


Esso delinea,anche alla luce della nostra esperienza professionale, un profilo chiaro del ruolo formativo specifico della scuola e nel contempo dà significato al ricco patrimonio di pratiche didattiche e metodologiche presenti da anni nel nostro lavoro quotidiano.
In sintesi il percorso complessivamente realizzato nella Scuola Primaria promuove l’educazione globale della personalità dei bambini, stimolandoli all’autoregolazione degli apprendimenti, ad un’elevata percezione di autoefficacia, all’autorinforzo cognitivo e di personalità, alla massima attivazione delle risorse di cui sono dotati attraverso l’esercizio dell’autonomia personale, della responsabilità intellettiva, sociale e morale, della creatività e del gusto estetico.

LA COMPRESENZA

 

A.La compresenza e la contemporaneità sono due termini ben distinti in quanto:

  • 1.COMPRESENZA indica le quattro ore settimanali in cui gli insegnanti di classe lavorano insieme
  • 2.CONTEMPORANEITA’ viene a costituirsi quando nella classe è presente con l’insegnante un altro docente specialista (lingua straniera o religione cattolica)
  • Mettere tutto nell’unico calderone della contemporaneità giova a chi vuole svilire la funzione della compresenza, farla apparire come uno spreco di “risorse umane” al fine di utilizzare queste ore per le supplenze.

 

B.Le problematiche che la scuola deve affrontare sono molteplici, la presenza sempre maggiore di alunni stranieri, il disagio socio-culturale, la disabilità, l’insuccesso , la dispersione hanno come risposta l’organizzazione di un lavoro scolastico cooordinato e didatticamente qualificato che preveda l’insegnamento individualizzato, il lavoro di piccolo e grande gruppo (omogeneo e eterogeneo),  attività creative ludico-espressive, attività di recupero. Tutto ciò comporta la messa in atto di procedure che non possono esimersi dal lavoro svolto durante le ore di compresenza.


La compresenza, oltre che favorire la gestione degli alunni in tutte quelle attività che non sono svolte “seduti al banco”, dà la possibilità infatti, di organizzare piccoli gruppi di lavoro, di realizzare interventi individualizzati, di porre maggiore attenzione al singolo,  di gestire in ogni caso in modo agevole la vita della classe stessa.
Attraverso le ore di compresenza, è quindi possibile la realizzazione dei laboratori, cioè di quei luoghi vivi della quotidianità del fare scuola, ambienti in cui si mettono alla prova ipotesi, si costruiscono percorsi, in cui siano congruenti progetto e gestione del gruppo che apprende.
Per un singolo insegnante, praticare alcune fondamentali attività con l’intero gruppo classe è molto complesso, ad esempio la manipolazione per il controllo della motricità fine, per la coordinazione oculo-manuale, per lo sviluppo della creatività espressiva utile alla rimozione delle difficoltà comunicative. Oppure la drammatizzazione, essenziale anch’essa al superamento di tutti i problemi legati alla comunicazione verbale; o ancora i giochi sensoriali e le attività psicomotorie propedeutici all’apprendimento della lettura, della scrittura e della matematica. Inoltre, durante le ore di compresenza, è possibile realizzare più agevolmente tutti quei lavori di approfondimento, di ricerca e di osservazione indispensabili per un apprendimento consapevole.

IL COLLEGIO DOCENTI A TALE PROPOSITO DELIBERA DI ATTUARE QUANTO ALLEGATO (OGNI INTERCLASSE HA ELABORATO UN PIANO DI UTILIZZO DELLE COMPRESENZE)


Le compresenze verranno utilizzate per realizzare percorsi da svolgersi a classi aperte.
Ogni progetto prevede e necessita della presenza di tutte le insegnanti su posto comune dell’interclasse, per la realizzazione di attività/laboratori a piccoli gruppi.