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Scuola, la retromarcia sul digitale

by Roberta Respinti last modified 2014-02-12 23:43

Da Repubblica - La scuola siamo noi di Corrado Zunino

Segnalo un interessante articolo apparso oggi su Repubblica sul tema "il digitale a scuola".
 
rosanna campeggi
Presidente Comitato Genitori
 
 
Da Repubblica
 
La scuola siamo noi
di Corrado Zunino
 
Scuola, la retromarcia sul digitale
 
In Italia arranchiamo sulla banda larga in classe e l'acquisto delle costose (e da sostituire dopo pochi anni) lavagne digitali, ma nel mondo si assiste a una larga retromarcia sul digitale a scuola, il digitale come strumento didattico, il digitale come supporto necessario. Dove la scuola digitale è stata ampiamente sperimentata  -  in Inghilterra, in Argentina, in quella Corea del Sud che offre gli studenti migliori, secondo i risultati dei test Ocse-Pisa  -  si torna indietro: si sono dimostrati, qui, legami tra l'utilizzo continuo del personal computer e l'abbassamento del rendimento scolastico.

Un libro tedesco ("Demenza digitale. Come la tecnologia ci rende stupidi" di Manfred Spitzer, Corbaccio) è la nuova Bibbia controriformistica: sostiene, innanzitutto, che le cellule dell'ippocampo dei bambini e degli adolescenti, stressate, si riproducono meno per chi sta davanti a uno schermo (e ci sono medie generazionali da paura, anche sette ore e mezzo di fronte a un tablet). Sostengono studi americani, neozelandesi e svizzeri che l'affidarsi continuo a Google per ogni tipo di controllo, ricerca, conferma fa perdere memoria e capacità di calcolo, ragionamento e indirizzo critico.

L'Accademia degli studi di Francia ha evidenziato le potenzialità di pc e tablet (stimolano all'atteggiamento deduttivo, il bambino impara a dedurre i concetti attraverso un ragionamento logico partendo da una premessa), ma producono crisi nel ragionamento di tipo induttivo, che poggia sulla capacità
di osservare fatti e informazioni per formulare ipotesi. Se il ragionamento induttivo non viene allenato  -  dicono i ricercatori francesi  -  la mente del bambino acquisisce unicamente competenze razionali. In Italia l'umanista Benedetto Vertecchi sostiene che la grande ubriacatura digitale stia passando e pochi giorni fa, in una scuola romana di periferia, si è organizzato un convegno sul "rischio della demenza digitale": tablet, pc e Lim, si sosteneva, "sono armi di distrazione di massa".
(12 febbraio 2014)