Personal tools
You are here: Home Comitato CremonaZappa Dote Scuola 2014/2015 Regione Lombardia
Document Actions

Dote Scuola 2014/2015 Regione Lombardia

by Roberta Respinti last modified 2014-04-05 21:48

Lettera al Presidente della Regione Roberto Maroni e all’Assessore all’Istruzione Valentina Aprea. Lettera alle massime cariche dello Stato alle quali mandare per conoscenza la prima via fax e/o mail.

QUESTO ALLEGATO CONTIENE:

 

1.         La lettera al Presidente della Regione Roberto Maroni e all’Assessore all’Istruzione Valentina Aprea.

 

  Una volta stampata e firmata (le firme devono essere   precedute da nome e cognome scritto in STAMPATO   MAIUSCOLO), la lettera può essere inoltrata via mail o   via fax. Sappiate che il fax istituzionale per norma       interna alla Regione va obbligatoriamente protocollato,   quindi ha valore ufficiale.

 

2.          Una lettera alle massime cariche dello Stato alle quali mandare per conoscenza la prima via fax e/o mail.

E’ necessario aggiungere uno o più recapiti in calce   (nome, cognome, indirizzo ed eventualmente mail).

 

 

Naturalmente ciascuno può aggiungere ai destinatari principali (Maroni e Aprea) chiunque ritiene debba esserne a conoscenza (Sindaco, Assessori,…).

 

Questa iniziativa sarà tanto più efficace quante più lettere giungeranno ai destinatari, quindi vi preghiamo di diffondere il più capillarmente possibile presso Comitati Genitori, Cittadini, Associazioni…

 

Grazie

 ____________________________________

 

Al Presidente

Roberto Maroni

fax istituzionale 02 3936139

email segreteria_presidente@regione.lombardia.it

 

All’Assessore Istruzione Formazione e Lavoro

Valentina Aprea

Fax istituzionale 02 3936151

Email Valentina_aprea@regione.lombardia.it

 

Regione Lombardia

Piazza Città di Lombardia 1

20121 MILANO

 

 

Oggetto: Dote Scuola 2014/2015 Regione Lombardia

 

 

Abbiamo preso visione della DGR n.1320 del 31 gennaio 2014 e del conseguente avviso per l'assegnazione della dote scuola emesso dalla Direzione Generale Istruzione, Formazione e Lavoro della Regione Lombardia, e non possiamo che restarne sconcertati.

Rileviamo infatti che gli atti sopra richiamati, pur rifacendosi ai principi recitati dall'art. 2 e dall'art. 8 della LR 19/2007, tendenti ad assicurare equità e pari opportunità per i cittadini nel percorso di istruzione e formativo, tuttavia introducono elementi di forte discriminazione a danno di quelle famiglie che, di necessità e/o anche per libera scelta, iscrivono i propri figli alla scuola statale.

Notiamo innanzitutto l’esclusione della scuola pubblica primaria da qualsivoglia contributo della dote scuola; se è vero, in generale, che i libri di testo sono gratuiti, è altrettanto tangibile la crescente difficoltà delle famiglie di acquistare supporti poco tecnologici ma molto necessari quali quaderni, album da disegno, pastelli colorati, ecc., ed ancor più di far fronte ai costi delle mense scolastiche o delle gite di istruzione.

Constatiamo poi che l'assegnazione della dote scuola componente "buono scuola" è riservato agli studenti che frequentano "corsi ordinari di studio presso scuole primarie, secondarie di 1° grado, secondarie di 2° grado paritarie o statali con retta di frequenza".

Si parla di retta di frequenza e non già di retta di servizio, nel qual caso, peraltro auspicabile, potrebbe rientrare la mensa scolastica.

Ma, parlando di istruzione obbligatoria, quali ed eventualmente quante, in percentuale,  sono le scuole statali che impongono una retta di iscrizione o di frequenza?

Siamo tristemente a conoscenza soltanto dei casi delle scuole di 2° grado che chiedono un “contributo volontario” alle famiglie per la sopravvivenza dell’istituto scolastico stesso, contributo che risulta assimilabile ad erogazione liberale e non già a retta di iscrizione rifondibile attraverso una dote scuola, contributo che peraltro è stato ritenuto anche di recente non ammissibile dallo stesso Ministro all’Istruzione.

 

Stante quanto sopra, e a meno di una non corretta nostra interpretazione sulla disposizione regionale sul buono scuola, TUTTE le famiglie che abbiano iscritto i figli alle scuole statali ne risultano escluse.

 

Per quanto riguarda la dote scuola “disabilità”, essa è riferita esclusivamente agli studenti iscritti alla scuola paritaria, e relativa a generiche “spese connesse al personale insegnante impegnato in attività didattica di sostegno”; in forma molto prosaica, potremmo dire che il denaro pubblico viene utilizzato per pagare gli insegnanti di sostegno nelle scuole paritarie, dimenticando che le maggiori problematiche per l’istruzione dei portatori di handicap sono assunte dalla Scuola dello Stato che, al di là dell’assegnazione di personale, spesso in difetto rispetto alle reali esigenze, non gode di alcun supporto per acquisizione di materiale didattico, per i laboratori funzionali, e per l’assistenza alle famiglie. Ne chiamiamo a testimoni i genitori che subiscono quotidianamente la disattenzione amministrativa verso la loro situazione e la farraginosità della burocrazia.

 

Ancora, riteniamo di dover contestare la scelta dei parametri di riferimento di reddito per l’assegnazione dei buoni.

Mentre per i buoni libri il limite di reddito ISEE è posto a 15.458 euro, per il Buono Scuola (peraltro cospicuo se non eccessivo) che, come già detto, di fatto esclude gli studenti della scuola statale, viene  aumentato del 150% e portato a 38.000 euro, assorbendo una quantità di denaro pubblico che potrebbe invece essere destinato ad un maggior numero di famiglie di minor reddito. Nè si può dire cristallina la modalità di erogazione e di spesa dei vouchers assegnati.

 

In conclusione, ferma una verifica di correttezza degli aspetti amministrativi e di conformità ai principi costituzionali degli atti assunti da questa Giunta Regionale, qui citati, riteniamo che comunque essi esprimano un orientamento politico non rispondente ai principi di equità e garanzia propri oltre che della nostra Costituzione, anche della Comunità europea di cui facciamo parte, ma esasperi la scelta di rovesciare la logica del diritto vigente, mettendo al primo posto le scuole paritarie e da ultime quelle dello Stato.

 

 

Chiediamo pertanto che questa Amministrazione Regionale voglia accogliere il nostro invito a correggere la ratio degli atti emessi e voglia offrire realmente a tutti i propri cittadini pari opportunità di istruzione e formazione.

 

In attesa di Vs cortese riscontro, porgiamo distinti saluti

 

Luogo e data 

 

firmato

……………..

 

____________________________________________________________________

 

 

   Data_____________

 

Alla cortese attenzione di

 

Presidente Giorgio Napolitano

Presidenza della Repubblica

Palazzo del Quirinale - Piazza del Quirinale

00187 Roma                                         fax 06.46993125

 

Presidente del Senato

Pietro Grasso

Senato della Repubblica - Piazza Madama

00186 – Roma                                       pietro.grasso@senato.it

 

Presidente della Camera dei Deputati

Laura Boldrini

Camera dei Deputati 

Palazzo Montecitorio - Piazza Montecitorio

00186 ROMA                                        laura.boldrini@camera.it – fax 06 67603522

 

Presidente del Consiglio

Matteo Renzi

Palazzo Chigi - Piazza Colonna, 370

00187 ROMA                                        centromessaggi@governo.it

 

Ministro all’Istruzione, Università e Ricerca

Stefania Giannini

Viale Trastevere, 76/a 

00153 Roma                                         segreteria.particolare.ministro@istruzione.it

                                                            caposegreteria.ministro@istruzione.it 

 

Ministro per gli affari regionali

Maria Carmela Lanzetta

via della Stamperia, 8

00187 Roma                                         segreteria.ministrolanzetta@palazzochigi.it

 

 

 

Portiamo alla cortese attenzione delle persone in indirizzo la richiesta avanzata ai vertici della Regione Lombardia da rappresentanti a diverso titolo dei genitori degli alunni della scuola pubblica statale, perché venga corretta con urgenza la DGR X/1320 DEL 31.01.2014 e relativi provvedimenti,  sulla destinazione della dote scuola per l'a.s. 2014-2015.

 

Come abbiamo evidenziato, la Regione Lombardia adotta una politica non rispondente ai principi costituzionali e comunitari di equità e di tutela del diritto allo studio, ma individua, privilegiandola, una sola fascia di studenti quali destinatari dei contributi pubblici, escludendo gran parte delle famiglie che iscrivono i propri figli alla scuola statale.

 

Chiediamo l'ascolto ed il sostegno di chi, rappresentando lo Stato, si è impegnato di fronte a tutti i cittadini ad operare seguendo i nostri principi costituzionali, perché si possa presto cancellare una norma sbagliata sostituendola con un provvedimento che esprima a pieno tali principi, nelle finalità espresse ed implicite, nei contenuti e nella forma. 

 

Grati dell'attenzione, porgiamo distinti saluti.

 

I genitori degli alunni della Scuola statale firmatari della lettera allegata

 

Recapito: