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Venezia, 2009-01-28

La direzione di Circolo deve OBBLIGATORIAMENTE proporre agli iscrivendi tutte e 4 le formulazioni orarie?

submitted by Roberto Longo0 comment(s)
la direzione di Circolo deve OBBLIGATORIAMENTE proporre agli iscrivendi tutte e 4 le formulazioni orarie? Una risposta a una domada molto comune in questi giorni

Innanzitutto i modelli allegati alla circolare, come dice il testo stesso a pag. 6, punto 2.2, sono indicativi: "(cfr Modello B allegato a titolo indicativo)".

Più avanti un'altra dicitura chiarisce che (pag. 5 punto 2.scuola primaria): "L’iscrizione può essere effettuata presso la scuola del territorio di appartenenza o anche presso altra istituzione scolastica scelta in base agli orari di funzionamento e all’offerta formativa." Se ne deduce che se si può scegliere la scuola cui iscriversi in base agli orari di funzionamento e all'offerta formativa significa che questi modelli e questi orari possano essere differenziati, da scuola a scuola, e che quindi le scuole NON sono tenute a offrire tutti i modelli.

Ma prima ancora la stessa circolare afferma, a pag. 2 , su "scuola e famiglia" :"All’atto delle iscrizioni le istituzioni scolastiche informano le famiglie in ordine al proprio piano di offerta formativa (POF), realizzando così il primo importante momento di incontro e di collaborazione tra scuola e famiglia."

Questo significa che è il POF l'unico documento valido dell'istituzione scolastica cui fare riferimento per quanto riguarda le iscrizioni e che altri riferimenti organizzativi che i Dirigenti Scolastici dovessero assumere, senza modifica del POF da parte degli organi collegiali, sarebbero illegittimi.

La circolare non poteva negare apertamente queste cose, ma ciononostante introduce una quantità di elementi che tendono a confondere e a condizionare il comportamento delle scuole stesse e dei genitori e che vanno chiariti, come il fatto di voler dettare impropriamente le regole di organizzazione interna delle scuole. Inoltre non possiamo ignorare come essa sia stata già impugnata (dall’FLC-CGIL ad esempio) per ritenuta illegittimità, in quanto fà riferimento a Regolamenti che non hanno ancora definito il loro percorso legislativo (parere Conferenza Unificata, Consiglio di Stato) e non sono pubblicati in Gazzetta Ufficiale. Così come d’altra parte gli stessi Regolamenti emanati dal CDM del 22 dicembre si basano su di uno Schema di Piano Programmatico, ma non si conosce ancora il Piano definitivo.

Per tornare all’autonomia della scuola, certo il Ministero e il Governo hanno potere sulle risorse (e questo dice qualcosa di abbastanza significativo sul tipo di autonomia vigente) e sarà certamente questo che alla fine farà la vera differenza, ma in ogni caso sulla base delle risorse assegnate le scuole saranno "libere" di organizzarsi come credono, ovvero come previsto dal proprio Piano dell’Offerta Formativa.

Un punto su cui fare molta attenzione è invece l’invito rivolto ai genitori, nei modelli indicativi allegati, di segnare in ordine decrescente le proprie preferenze di iscrizione.


Questo si configura come un vero trabocchetto che legittima il Ministero (ma anche l’istituzione scolastica singola) a considerare anche una 4^ scelta come una scelta, e quindi a dire, nel caso si indichino scelte subordinate, che in caso venga accolta anche solo l’ultima opzione, la scelta del genitore è stata accolta.

A mio parere in questa fase dovremmo fare in modo che vengano presentate ai genitori opzioni di iscrizione coerenti e previste dal POF vigente, dovremmo avvisare i genitori a non cadere comunque nella trappola della scelta multipla e dovremmo consigliare a chi ha già i figli iscritti alla primaria o secondaria di I° grado, di protocollare una conferma di iscrizione secondo il modello didattico scelto, e concesso, a suo tempo.

Sulla base delle richieste delle famiglie si aprirà poi il contenzioso sugli organici, ma se vogliono impoverire la scuola pubblica statale togliendo ore e risorse, costringiamoli almeno ad una strada in salita, cercando da parte nostra di tenere duro ad ogni singolo passaggio.

Roberto Longo