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Venezia, 2008-11-22

l'onda anomala a palazzo grassi

submitted by Stefano Micheletti0 comment(s)
Vnerdì 28 novembre
 
 

SURFIN’ /Italics/

 
28 novembre
L’onda anomala si rovescia a Palazzo Grassi

Non paghiamo questa crisi che non ci appartiene. Lo facciano i rettori, i baroni, gli speculatori e i finanzieri. Perché l’onda anomala si increspa ben oltre la scuola, ben oltre l’università, perché l’onda parla la lingua della precarietà sociale e la sua forza è la forza delle nostre intelligenze svendute, dei migranti strumento della psicosi securitaria istituzionale , delle donne preda del ricatto biologico che raddoppia il peso della precarietà, di tutti i lavoratori sacrificati in nome della flessibilità o dell’Italianità di un marchio.
Noi rifiutiamo il ruolo predestinato di vittime. I costi di questa crisi non sono socializzabili. Dalle scuole e dalle università di tutta Italia siamo usciti come un’onda potente, protagonista, molteplice e allo stesso tempo centrale, fragorosa, ma cosciente.
Oggi l’onda è un’onda sociale che pone al centro il problema del reddito.
Reddito per i lavoratori di tutti i settori, per i ricercatori e reddito per gli studenti di questa università che, pur essendo pubblica è già gestita in maniera aziendale dalla sua classe baronale.
Reddito perché chi produce conoscenza, oggi, produce una merce di valore e ci siamo stancati di essere messi al lavoro con la sola prospettiva di consolidare posizioni di rendita.
Reddito perché vogliamo accesso paritario a saperi qualificati.
Reddito perché affinché il sapere divenga bene comune (ovvero costruzione sociale e ricaduta sociale) dobbiamo rovesciare i nostri destini di precarietà.
Per questa e per molte altre ragioni l’onda anomala di Venezia, avvicinandosi allo sciopero sociale del 12 dicembre, indice un’iniziativa che ponga l’accento sulla necessità di un libero accesso alla cultura.
Venerdì 28 novembre visiteremo gratuitamente la mostra “Italics” di Palazzo Grassi (passato dalle mani della FIAT a quelle del magnate del lusso Pinault), luogo simbolico di una tendenza globale che si evidenzia anche a Venezia, dove, la cosiddetta Cultura con la C maiuscola, diviene, anche nelle sue varianti contemporanee, un terreno di investimento immediatamente produttivo su cui si dispiega una mole impressionante di lavoro precario e dequalificato, sia cognitivo che materiale, sia indigeno che migrante. Noi, come universitari, ricercatori e precari a vario titolo, siamo certamente parte di questo sistema cittadino che punta il suo rilancio sulla cultura e sulla conoscenza e chiederemo, con questa iniziativa, che il nostro ruolo produttivo venga adeguatamente retribuito. Ma non solo, non ci basta.
Quest’onda, oltre a pretendere il ritiro delle misure del governo in tema di formazione, ha già dimostrato di voler cambiare radicalmente lo status quo dell’università e di vedere nell’autoformazione uno strumento privilegiato nel processo di trasformazione della didattica e della ricerca in pratiche di cooperazione sociale, di autonomia e di indipendenza.
Così, la nostra visita stravolgerà per una giornata la vita di Palazzo Grassi attraverso un breve ciclo di autoformazione, ovvero tre lezioni (tenute da altrettanti docenti) di tema sociologico, storico ed artistico.
Perché il termine cultura non significa nulla fuori dalle vite di chi la coltiva, la ama e la produce.
E se guardi fuori, vedrai quelle vite fare surf sull’onda anomala.