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Venezia, 2008-10-22

Lettera aperta ai genitori da parte del Foscarini

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Dagli insegnanti e dagli educatori della scuola elementare, media e superiore del Convitto Foscarini di Venezia un inusuale ma toccante appello alla riflessione
Gentili genitori, utilizziamo questo mezzo insolito per condividere con voi la nostra preoccupazione. Insolito è il mezzo perché è insolita e grave la situazione in cui ci troviamo. Sicuramente vi sarà giunta notizia, da più parti d’Italia, dello sconforto con cui insegnanti, studenti e molti genitori hanno accolto le non buone nuove riguardanti la riorganizzazione della scuola che passa sotto il nome di riforma Gelmini. Sia ben chiaro che la nostra non vuole essere una presa di posizione politica, ma quello che ci spinge oggi, e non prima, a scrivervi, è che tale decreto (137) potrebbe implicare la fine della scuola come luogo di educazione e formazione critica ed aperta. In realtà, a ben vedere, non si tratta nemmeno di una vera riforma, che alla luce della complessità della società attuale, magari avrebbe avuto un senso nell’indicare come e con quali priorità educare i giovani al loro futuro di cittadini e parte attiva della società. Di questo, magari, si sentirebbe il bisogno. Ma il decreto legge- tra l’altro strumento per nulla attento al dialogo con noi operatori della scuola e quantomeno frettoloso ed arbitrario- in realtà, dietro una facciata di semplificazione, presenta solo drastici tagli. Ci preoccupa molto l’idea di un tempo scuola decurtato (art.4), una formazione abbreviata, che non può tener conto delle esigenze di apprendimento, dei bisogni degli allievi e delle loro famiglie. La scuola non è più da tempo solo “leggere, scrivere e far di conto” e le giovani generazioni di alunni hanno bisogno di nuove competenze. Il tempo scolastico non è solo la somma di proposte, ma un tempo formativo, di qualità, capace di proporsi come esperienza organica e sensata. Nella scuola elementare si passerà dalle attuali 27-30 ore, a sole 24 ore. E’ previsto che tagli analoghi riguardino anche gli altri ordini di scuola. Ciò comporterà che difficilmente si potranno realizzare esperienze di recupero, arricchimento, laboratorio… Ci preoccupa, per la scuola elementare, l’assegnazione della classe ad un solo maestro inevitabilmente tuttologo (art.4). In una società complessa questo è un anacronismo e un regresso. Una scuola che orienta, capace di dare conoscenze utili per la vita, è il frutto di un lavoro di equipe (come si è sperimentato dal 1990) in cui le competenze, le specificità di più docenti si integrano al meglio per fornire ai ragazzi un percorso formativo organico e continuativo. Ci preoccupa il ritorno alla valutazione in decimi (nella scuola elementare e media) perché è la via per cancellare l’idea di valutazione formativa. La valutazione è un elemento sensibile del processo formativo; guarda ai percorsi più che ai prodotti, ai soggetti più che alle singole performance; mira a orientare il processo di apprendimento e a modificare l’azione educativa quando necessario. E’ fatta di documenti, prove ed errori, di autovalutazione. Insinuare l’idea che tutto si riduca ad un numero, oltre che un’illusione pericolosa, costituisce una semplificazione foriera di effetti di esclusione e selezione. Ci preoccupa la valutazione in decimi (in tutti gli ordini di scuola) anche per il comportamento (art.2). Essa viene posta in relazione con l’esigenza di fermare gli atti di prevaricazione e bullismo che quotidianamente ci sono segnalati dai media. Riteniamo che la strada da perseguire per restaurare il rispetto degli alunni verso le regole della convivenza e verso gli insegnanti non sia affatto l’intimidazione e la minaccia del cinque in condotta. Siamo favorevoli alla valorizzazione dell’Educazione alla Cittadinanza e Costituzione (art.1). Ci preoccupa, infine, anche il possibile taglio al numero degli educatori perché esso comporterebbe un impoverimento dell’offerta formativa. Siamo, insomma, vivamente preoccupati: dove si formeranno i bravi cittadini? Dove saranno potenziate le capacità dei nostri ragazzi? In che modo potremo contribuire a sviluppare armonicamente la loro personalità ed aiutarli a valorizzare il meglio che ciascuno ha da dare? Su questi temi vi invitiamo a riflettere a discutere con noi.