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Venezia, 2008-11-05

Lettera al Gazzettino

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Strumentalizzatori e strumentalizzati: cioè giornalista (con fotografo) e genitori (con bambini)
Caro direttore, giovedì 30 ottobre, oltre al corteo sul ponte della Libertà organizzato dagli studenti medi e universitari, si è tenuto un presidio-happening organizzato dal Coordinamento veneziano per la Difesa della Scuola pubblica a Rialto, in campo dell’Erbaria, concepito come un luogo dove riunire anche e soprattutto i genitori che, avendo trovato chiusi i portoni delle scuole, venivano lì con i propri bambini. Per questo motivo sono state organizzate una “merendata” collettiva e una serie di laboratori: si sono portati colori e fogli di carta per intrattenere i bimbi e divertirli (divertirsi) tutti insieme pur consapevoli del momento di lotta. Sono state 2 ore e mezza trascorse in piacevole compagnia, fervida attività, discussioni a capannelli sul tema del giorno: il decreto Gelmini appena trasformato in legge e le prossime forme di lotta. Genitori a discutere, bambini a giocare, ovviamente sorvegliati e custoditi. Tutto bene, tutto ok. Sono arrivati giornalisti e i fotografi: mettiti in posa, chiama i bambini, sotto lo striscione, mettete i bimbi in prima fila, alzate i vostri disegni... Ecco, così si ubbidisce a qualche ordine/consiglio del fotografo che cerca uno scatto che esprima in sintesi la giornata. Noi tutti, lì presenti, contagiati dal clima rilassato e festoso, non abbiamo la prontezza e la lucidità di impedire tutto ciò (e chi va a pensare male...?). Quanto dura? 30 secondi, un minuto forse poi tutti i bambini tornano alle loro attività, con un biscotto in mano e un bicchiere di aranciata, distesi sui grandi fogli bianchi da colorare e disegnare. Morale: il giorno dopo, sul Gazzettino di oggi 31 ottobre, appare un articolo con foto, che parla di strumentalizzazione, di “adultizzazione”, che accusa i genitori di usare i figli proiettando attraverso loro le proprie ansie e frustrazioni. Siete proprio in malafede: quella era un’immagine costruita per far piacere al fotografo. Prima ci chiedete gentilmente una foto con i bambini, li fate schierare in prima fila per ritrarli meglio, li fate fare delle cose che non hanno in effetti mai fatto per tutta la giornata, cioè sfilare con cartelli sollevati, e poi ci accusate di strumentalizzarli... Voi ci avete chiesto quella foto e poi ce la usate contro? Vergogna. Vi siete dimostrati manipolatori della verità, trasformando una festa, gioiosa e ricca di contenuti, in una manifestazione di manipolazione, neanche troppo sottile, dei nostri figli. Vergogna! Alberto Fiorin Coordinamento veneziano per la difesa della scuola pubblica