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Venezia, 2008-11-28

blocco delle attività aggiuntive

submitted by Roberto Longo0 comment(s)
Sempre più Collegi Docenti decidono forme di blocco delle attività aggiuntive. Sono iniziative comprese e condivise dai genitori e dagli studenti?
In tutta onestà mi sta ritornando a galla una preoccupazione per le sempre più insistenti notizie che arrivano dai Collegi Docenti (soprattutto media inferiore e superiore) sul taglio delle attività aggiuntive: gite, uscite, laboratori, o altro, quale forma di protesta contro i tagli e lo sconvolgimento che si sta abbattendo sulla scuola. 
Sento in giro reazioni di genitori a queste decisioni, e non sono buone.
Non mi riferisco tanto a quelli che sono più proccupati per i provvedimenti del Governo e che capiscono meglio il senso che i docenti vogliono dare a queste forme di lotta, ma alla platea più vasta dei genitori e, alle superiori, sarebbe interessante capire anche il punto di vista degli studenti.
E' una questione molto delicata credo, e per parte mia non ho avuto problemi a porla in tutti gli incontri con gli insegnanti cui ho partecipato. Purtroppo però si è discusso  poco di questo  su vasta scala in questi mesi, e adesso rischiamo che il diffondersi e generalzzarsi di queste forme di lotta aprano spaccature ed incomprensioni tra i genitori da una parte e insegnanti dall''altra.
Un motivo ricorrente tra genitori è che gli insegnanti facciano spesso appello ai genitori solo quando vengono minacciati nei loro diritti e che viceversa poi non siano essi stessi disponibili a condividere e prestare ascolto ad altre questioni che maggiormente premono a  mamme e papà . Questa conflittualità di fondo - fisiologica per certi aspetti - in situazioni come quella che stiamo vivendo, generalmente regredisce a causa dei problemi più urgenti e gravi che si impongono a tutti. Ma così come l'elemento di pura difesa dell'esistente non è sufficiente a motivare una vera battaglia per una scuola di qualità, anche l'alleanza tra gli insegnanti e i genitori  necessita che tutti siano disponibili a  rimettersi  in discussione, si approfondiscano i problemi, e che si rigenerino pratiche ormai logore e svuotate.
In questo contesto, tutto da costruire per contenuti e relazioni, l'introduzione di azioni unilaterali come quelle citate di blocco di attività importanti per la didattica e l'educazione in generale, rischia di avere un effetto contrario e negativo su questi processi o peggio ancora di spaccare il fronte.
Come
In un'assemblea  cui ho partecipato un'insegnante ha motivato l'adozione di questo tipo di forme di lotta con la "drammatizzazione", conseguente alla situazione che si è venuta a creare con i drastici tagli del Governo, e che questa drammatizzazione non può non coinvolgere da subito tutte le attività, e che tutti sono tenuti ad prenderne atto. L'argomento indubbiamente ha una sua forza, ma rimane che nell'adottare queste forme di protesta, se il percorso non è ne in qualche misura discusso e condiviso da tutti i soggetti interessati, l'effetto rischia comunque di essere di boomerang.
Abbiamo calcolato bene questo rischio?