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Venezia, 2008-12-03

appello per il 12 dicembre

submitted by Stefano Micheletti0 comment(s)
per la costruzione dello sciopero sociale

Onda libera tutti

Appello dall’Onda Anomala di Venezia per la costruzione dello sciopero sociale del 12 dicembre

Venezia - Lunedì 1 dicembre 2008
 

Il 12 dicembre l’onda diventa la mareggiata dello sciopero sociale.
Costruiamo, dentro la giornata di mobilitazione nazionale, un terzo corteo libero e indipendente che dalla stazione ferroviaria di Mestre (concentramento ore 09:00) prenda la parola dal palco sindacale.
Dalle scuole, dalle università, dal mondo dei ricercatori precari, la volontà di opporsi alla socializzazione dei costi della crisi ha ridato energia ad un paese rassegnato alla vittoria delle destre e all’inadeguatezza delle sinistre, ad un paese preda della psicosi securitaria che strumentalizza i migranti (o i Rom) come carnefici e le donne come vittime.
L’onda ha spazzato via la rassegnazione, incrinato la concertazione e ha parlato al paese intero. Lo ha fatto con il linguaggio della consapevolezza, della capacità di analisi, a partire da una piattaforma specifica di discorso, frutto del lavoro collettivo svolto durante i workshop della Sapienza che hanno coinvolto studenti e precari di tutta Italia.
Da Roma siamo tornati chiedendo il ritiro della legge 133, lo sblocco del turn-over e criticando la trasformazione delle università in fondazioni di diritto privato in un paese dove l’impresa è assolutamente inadeguata a investire nella formazione.
Pretendiamo che la ricerca sia autonoma e indipendente e chiediamo la fine dei contratti precari che la regolano. A questi deve essere sostituito un contratto unico di lavoro subordinato a tempo determinato.
Rifiutiamo il concetto di meritocrazia così come confusamente declinato dalla retorica istituzionale. Il merito di un ateneo non può basarsi su constatazioni meramente quantitative e deve essere valutato a partire dalla ricaduta sociale dei saperi che produce, saperi che devono essere liberamente accessibili e non mercificati.
Vediamo nell’autoformazione uno degli strumenti privilegiati per riportare dentro l’università saperi qualificati, un’università il cui carattere pubblico deve essere comunque preservato.
Rifiutiamo il dilagare della didattica non retribuita sostenuta da ricercatori precari e la diffusione degli stage gratuiti per gli studenti.
Richiediamo reddito diretto ed indiretto, politiche abitative adeguate e, naturalmente, strutture adeguate e sicure, prima di tutto perché non si ripetano tragedie quale quella di Rivoli, poi, perché non possiamo studiare o lavorare nel degrado.
L’onda non si batte per l’Università del presente, né per quella del passato, l’onda ha l’ambizione di fermare i processi di aziendalizzazione dei nostri atenei di cui rettori e baroni sono corresponsabili. In quest’ottica, l’onda si batte per trasformare i saperi in un bene comune, perché la loro natura di prodotti dell’intelletto collettivo ricada sulla collettività tutta in termini di reddito, fuori da ogni logica proprietaria, fuori dalla gabbia dei brevetti.
Reddito, questa è la parola chiave, questo è l’obiettivo dell’onda e di tutte e tutti quelli che si rifiutano di pagare i costi della crisi della finanza globale.
L’onda trascina via con sé l’insulto della social card proposta dal governo e il 12 dicembre si trasformerà in una rivolta sociale contro la precarietà.

Il nostro invito è dunque rivolto a chi non si sente rappresentabile, a chi è stufo di delegare ai partiti la soddisfazione dei propri bisogni e la realizzazione dei propri desideri, a chi sente di poter decidere, attraverso la cooperazione sociale, in completa libertà, il proprio presente: ai movimenti che costruiscono il territorio come bene comune (e che ci hanno insegnato un modo diverso di intendere le parole democrazia, partecipazione e comunità), ai migranti, alle donne e ai precari di ogni settore.

La marea si alza.
Non paghiamo la vostra crisi!!

Onda Anomala Venezia
veneziavs133