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UNA CULTURA DEI BAMBINI PER CAMBIARE IL FUTURO

by Silvia Mozzi — last modified 2013-06-22 10:09

Dalla costruzione di una (latitante) cultura sull'infanzia, l'idea di ricostruzione del futuro. E' una possibilità dei genitori, ma anche degli insegnanti

Nella nostra società italiana manca la diffusione di una cultura dei bambini, che viene messa ai margini, dimenticata, snobbata o, ancor peggio, fraintesa. Questa sensazione non arriva dagli studi sociologici o dai libri di pedagogia, ma dalla realtà.

Sembra che sempre più spesso genitori e purtroppo anche insegnanti abbiano poco in mente chi è un bambino.
Tutto questo emerge per esempio da prassi scolastiche come quelle dei test Invalsi, ma anche dalle aspettative dei genitori verso i figli, dall'idea di un bambino che deve essere "bravo" all'interno di un contenitore fatto dagli adulti e pertanto poco a misura di bambino.
Ciò vale sia per la prima infanzia che per la seconda infanzia: e la situazione non è tanto differente per i bambini più grandi.

Non basta lavorare con i bambini con le poche forze o risorse che ormai sono disponibili: diventa sempre più necessario lavorare con i genitori.
Sono questi questi ultimi a dover trovare anche solo pochissimo tempo per fermarsi a riflettere su chi è il loro bambino, che persona è, di cosa ha bisogno. Lo si potrebbe fare non solo se ci fossero più risorse, ma anche se ci fosse una maggior volontà di diffondere e di approfondire una cultura del bambino.
E chi lo può fare se non gli esperti, gli insegnanti, ma anche i genitori volentorosi che hanno voglia di impegnarsi?

Ha ragione chi, tra i pochi politici illuminati rimasti, sostiene che si debba ripartire dalla scuola, dai bambini per portare un cambiamento in questo nostro Paese, troppo statico, stagnante e stanco.
Tante cose si potrebbero fare anche a Senago: e sarebbe importante parlarne.
Tuttavia, di fronte alla realtà, sorge il dubbio: tutti questi temi sono solo elucubrazioni da pedagogista o argomenti sentiti anche dai genitori?