Personal tools
You are here: Home SenagoScuole Contributi La rottura del patto educativo
Navigation
« July 2017 »
Su Mo Tu We Th Fr Sa
1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
3031
 
Document Actions

La rottura del patto educativo

by C.A. — last modified 2015-02-03 09:06

Quando insegnanti e genitori entrano in conflitto, non si creano certamente vantaggi per gli alunni. E' importante ristabilire un'alleanza scuola-famiglia, poichè la sua crisi, che è in atto, mina gli scopi della scuola ed il benessere di tutti gli attori coinvolti.

Quando il patto educativo tra insegnanti e genitori si rompe, le conseguenze sono gravissime, per tutti gli attori coinvolti.
Ma a noi tocca soprattutto osservare le conseguenze per gli alunni.
Che tipo di scuola sarà quella in cui genitori e docenti si fanno la guerra senza esclusione di colpi, cioè fino all'azione legale del genitore contro l'insegnante?
Che cosa "portano a casa" gli alunni che vivono in una scuola del genere?

C'è, sul sito di Retescuole, un articolo, di cui trovate il link qui sotto, che presenta il punto di vista docente sulla questione.
Leggerlo è utile, anche se è possibile scorgere in esso tre limiti: mancano sia il punto di vista dei genitori che quello degli alunni; l'articolo fa riferimento esclusivamente agli aspetti "repressivi" dell'educazione (che cosa fare quando gli alunni si comportano male, come fa l'insegnante a farsi valere); non si fa alcuna allusione alle responsabilità degli insegnanti.
Nonostante quest'angolazione univoca, l'articolo fa riflettere.

E' urgente e importante affermare la necessità di un'alleanza tra scuola e famiglia , soprattutto adesso, che è in crisi.
Come spiega bene l'articolista, l'alleanza è rotta da tempo. Le cause sono moltissime. Lasciamole perdere e guardiamo gli effetti.
Sarà difficile che gli alunni, in un'atmosfera del genere, possano conseguire gli scopi per i quali i genitori li mandano a scuola: qualunque sia l'età dell'alunno, qualunque sia lo scopo per cui il genitore lo manda a scuola, qualunque sia distribuzione delle responsabilità tra genitori e insegnanti.
Se allora vogliamo fare gli interessi dei bambini e dei regazzi, dobbiamo evitare la rottura del patto.

Che cosa vuol dire questo?
Vuol dire mediare.
Chi lo deve fare?
Tutti.

Vuol dire cercare di comprendere le ragioni dell'altro.
Chi deve cominciare?
La scuola: sono gli insegnanti ad avere il compito istituzionale della formazione. Tocca a loro innescare i meccanismi della fiducia, negli alunni come nei genitori.
Devono averne le competenze. E se non le hanno, occorre pensare a come fargliele costruire.
Non c'è alternativa. Non c'è punizione che funzioni, nè a carico dei docenti, nè delle mamme, nè degli alunni.

Chi può credere che, dopo aver subìto una punizione, a torto o a ragione, un insegnante svilupperà le competenze per mediare?
Chi può credere che, dopo aver subìto umiliazione o frustrazione, un genitore avrà il desiderio di mediare?

Deve cominciare la scuola, ma si tratta di creare un dialogo. Prendetela come educazione alla pace. Prendetela come educazione al dialogo.
A noi serve per fare una scuola migliore.

Ne avranno i vantaggi tutti i soggeti coinvolti, genitori, docenti, ma soprattutto gli alunni.
Sarà il caso in cui pace e dialogo sono sia mezzi che scopi di una scuola che voglia davvero rispondere ai diritti ed alle necessità dei suoi alunni.

http://www.retescuole.net/rassegna-stampa/chi-ha-paura-dellinsegnante