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Una bufala basata sulla paura

by Carlo Avossa last modified 2015-08-03 16:07

La campagna "anti-gender" è arrivata a chiedere ai genitori di non firmare il Patto di Corresponsabilità che autorizzerebbe la scuola a "impartire lezioni gender". Che cosa c'è dietro questa campagna

 

Nei primi giorni d'agosto sono girati nei social network messaggi allarmati che ammoniscono i genitori a non firmare il Patto di Corresponsabilità con la scuola perché consentirebbe ai docenti di “impartire lezioni gender”.

Girano anche video che illustrano come e perché la scuola si appresti a fare “lezioni gender”.

 

Tutto falso, e pericoloso.

Il Patto di Corresponsabilità è un documento con il quale la scuola cerca la condivisione educativa tra tutti i soggetti che la compongono. E' una carta d'intenti di grande valore perché porta genitori, insegnanti, alunni verso un'alleanza i cui positivi effetti saranno goduti in primo luogo dagli alunni, bambini e ragazzi che hanno il diritto di crescere in un ambiente in cui le relazioni siano improntate alla fiducia ed alla serenità.

 

Ebbene, c'è chi vuol far credere che nei “Patti” (ogni scuola ne propone uno) sia nascosto qualche codicillo che imponga “lezioni gender” e che la scuola stia per inaugurarle.

 

Deve essere chiaro a tutti che l'esistenza delle lezioni gender è un'invenzione, uscita dalla fantasia di integralisti cattolici e militanti di estrema destra, convinti che la scuola si stia preparando a lanciare un nuovo modo di educare, che cerchi di convincere alunni ed alunne che non esista differenza tra maschio e femmina ed incoraggi pratiche sessuali nelle aule.

Queste sarebbero ovviamente colossali assurdità, se fossero vere. Ma non lo sono.

L'unica assurdità vera è sostenere che scuola voglia fare una cosa simile.

 

Ma dietro questa assurdità si cela probabilmente qualche altro progetto.

All'indomani dell'approvazione della sciagurata riforma Renzi della scuola (legge 107), questa, trasformata in azienda con un capo onnipotente, dovrà ubbidire a logiche di mercato. Quindi potrà essere ostaggio di lobbies di clienti o finanziatori che ne vogliano controllare o manipolare l'azione.

Ed ecco che se ne presenta già una a passare all'incasso.

 

Inoltre, coloro che spargono terrore e preoccupazione tra i genitori stanno usando i canali di comunicazione del forte movimento di opposizione alla L. 107 per propagare il loro Verbo.

Questi stessi personaggi vogliono forse distogliere l'attenzione dalla necessità di organizzare il popolo della scuola contro la L.107, inventando un nuovo fantomatico avversario, facile da sconfiggere perché inesistente.

In realtà essi si sentono preoccupati dalla possibilità che la Repubblica si doti di leggi contro l'omofobia ed a favore dei diritti civili degli omosessuali e allora tentano di spargere confusione, terrore e fango.

 

La prima vittima di quest'operazione sembra dover essere il Patto di Corresponsabilità e con esso la possibilità di continuare un dialogo tra genitori e scuola.

Stanno, cioè, facendo agli alunni, soprattutto ai più piccoli, il peggior servizio: al grido di “proteggiamo i nostri figli” stanno seminando sfiducia, diffidenza e paura.

Non si può credere che vogliano una scuola permeata da questi veleni.

Qualcuno dica loro di smettere, stanno facendo male anche ai loro stessi figli.