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Che progresso, arriva la Carta del Docente

by Carlo Avossa last modified 2016-12-01 09:15

Dallo scorso anno, i docenti ricevono dal Governo 500 euro da spendere per la propria formazione. Ma dal novembre 2016 occorre che gli insegnanti, per poterli spendere, si costruiscano una “identità digitale”. Sono grande conquiste? Vediamo un po'.

Da dove vengono questi soldi: al di là dei roboanti proclami propagandistici, in base alle leggi di bilancio la spesa pubblica per la scuola diminuisce costantemente. I 500 euro per la formazione derivano dai risparmi ingentissimi che lo Stato ha fatto negli anni, per esempio congelando i contratti di lavoro e riducendo drammaticamente il personale. Sono solo una piccola parte dei soldi sottratti alla scuola.


Chi può avere questi soldi: i 500 euro sono riservati al solo personale assunto a tempo indeterminato. Ma la scuola, per funzionare, ha bisogno di un numero considerevole di precari, che continuano a non essere assunti in pianta organica per motivi di risparmio (non vengono retribuite le ferie, i docenti vengono continuamente assunti e licenziati). Sono docenti anche loro: perché viene negata la formazione?


Come possono essere spesi questi soldi: ogni insegnante è libero di spenderli come vuole entro una serie di categorie stabilite dal Governo (libri, corsi, hardware...). L'idea di formazione di gruppo scompare. Sarebbe invece necessario che ogni Istituto stabilisca le linee di sviluppo ed approfondimento per il proprio personale. Non ha senso che ogni docente decida se formarsi sull'arte orientale o sulla metafisica kantiana. O piuttosto decida di comperare tablet e computer. Sono soldi sprecati.


Come si può entrare in possesso di questi soldi: a partire dal corrente anno scolastico 2016-2017, per ogni spesa di formazione, ogni insegnante di ruolo dovrà avere la Carta del Docente. Ma per avere la Carta del Docente dovrà avere un'Identità Digitale. Ma per avere l'Identità Digitale dovrà iscriversi ad un'Autorità che la certifica. Completato questo percorso, perfettamente assistito da call center che non rispondono ed abilmente regolato da software che si inceppano, ogni docente autorizzato dovrà, per ogni spesa, crearsi un codice e stamparsi un voucher pari all'importo da spendere presso i soli rivenditori autorizzati e registrati. Ogni persona intelligente è autorizzata a chiedersi quanto desiderio di scoraggiare l'utilizzo dei fondi ci sia in questo percorso ad ostacoli.


La cosa ragionevole sarebbe stata affidare agli Istituti scolastici le somme disponibili e chiedere ad essi un Piano di Formazione. Le scuole lo sanno fare. Ma l'ideologia mercatista-imprenditoriale del Governo lo vieta.

Ognuno per sé, imprenditore di sé stesso.

Evviva il mercato.

 

Non importa che si buttano via i soldi di tutti.