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A volte ritornano

by c.a. — last modified 2013-11-30 15:28

A maggio ritorneranno i test Invalsi. Ma davvero le scuole ne hanno bisogno?

A maggio ritorneranno i Italia i test Invalsi: astrusi quiz che dovrebbero misurare il livello di apprendimento degli alunni, ma che invece mutano in modo nozionistico la natura della scuola pubblica, la quale dovrebbe favorire la co-costruzione della cultura e del sapere.
Invece i test Invalsi, che originano dall'OCSE -un'organizzazione internazionale economica-, mirano a rafforzare la costruzione di un modello di persona abile ad eseguire ordini, procedure ed indicazioni, ma priva di spirito critico e creativo. Non è la promozione del cittadino consapevole, ma la diffusione di un modello mercantile, un pezzetto di forza lavoro.
I test Invalsi sono sbagliati dal punto di vista didattico e discutibili da quello docimologico. Non tengono conto delle persone, dell'input, del contesto. Né del programma svolto in una classe.
I test pretendono di misurare la capacità di leggere. Ma perché non si curano della capacità di comporre testi? Misurano la grammatica: ma perché non la capacità di sviluppare, esporre, argomentare idee? Misurano matematica e scienze: ma perché non storia e geografia?
La pratica Invalsi fa ritornare la scuola del leggere, scrivere e far di conto: una scuola dei minimi strumentali.
Questa pratica è dispendiosa (milioni di euro ogni anno), proprio in un momento in cui le risorse vitali per la scuola vengono a mancare.
Appare asservita a logiche meritocratiche, inutile ai fini del miglioramento del sistema, utile solo a chi pensa come Ichino, Israel e simpatizzanti.
L'Invalsi è una scheggia impazzita: nessuno la controlla, non si sa come vengono prese le sue decisioni.
Appare particolarmente odioso il fatto che i test vengono introdotti all'interno degli esami di Stato.
I Quadri Nazionali Invalsi si stanno sovrapponendo alle Indicazioni Nazionali.
Si diffonde anche tra i bambini più piccoli, delle classi Seconde della Primaria, l'assurda pratica del Teaching to the test: insegnare non per promuovere una competenza, ma per superare quel test.
Si potrebbe continuare, ma non è necessario.
E' necessario invece che il mondo della scuola prenda coscienza di tutto questo.
I test non salveranno nessuno, non diminuiranno la dispersione scolastica, non miglioreranno nulla, ma verranno usati come clava contro chi, insegnanti e alunni, li falliranno.
Da più parti si levano proposte: nella scuola, nessuno che abbia un po' di sale in zucca, un po' di esperienza, un po' di cultura dice che non è necessario valutare. Valutare è necessario, ma chi deve farlo? Come? Che cosa deve essere valutato? Per quali fini?
Non può rispondere a queste domande l'Invasi: deve farlo la scuola.
E' indispensabile la creazione di una Commissione Nazionale che coinvolga tutto il mondo della scuola per superare finalmente quest'adulterazione dell'idea di cultura ed educazione chiamata Invalsi e parli del modo di fare valutazione.
Ma per favore, senza partire dai quiz.