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A settembre, la scuola continuerà ad esistere

by Carlo Avossa last modified 2015-05-30 16:46

Renzi non riuscirà a cambiare il DNA della scuola pubblica.

In tutta Italia si è creato un forte movimento di insegnanti che si oppongono alla riforma Renzi della scuola pubblica.

La stragrande maggioranza dei lavoratori della scuola riconosce nel DDL Renzi un pericolo mortale per la libertà di insegnamento, tutelata dalla Costituzione, ma anche la definitiva ed aberrante trasformazione di tutte le scuole pubbliche in piccole aziende private: senza finanziamenti e quindi con la necessità di trovarli, con un manager onnipotente a capo, circondato da un manipolo di “quadri aziendali”.

Contro questo disegno gli insegnanti hanno scioperato, partecipato a flash mob e manifestazioni, scritto lettere, registrato video, fatto assemblee, cercato l'appoggio degli studenti e dei genitori.

Ma i movimenti, si sa, non durano molto a lungo. Il DDL concluderà il suo iter a scuole chiuse, quando saranno in pochi a protestare.

Eppure, la scuola ci sarà ancora.

Dopo l'approvazione di una legge, l'ennesima, che vuole cambiare il DNA della scuola della Costituzione, gli studenti continueranno ad andarci, gli insegnanti, i bidelli, gli amministrativi a lavorarci, i genitori a portarci i bambini.

Il DNA della scuola è forte.

Renzi non riuscirà a trasformare la scuola pubblica in quel mostruoso coacervo di ingiustizia che ha disegnato, chiamandolo proditoriamente “buona scuola”.

Non ci riuscirà, qualunque sia la legge che uscirà dal Parlamento.

Perché la scuola, per fortuna, non è fatta da Loro.

La scuola è fatta dai bambini che ci vanno, dagli insegnanti che danno il cuore per farla funzionare, dai genitori che parlano con loro, dagli studenti che si fanno centinaia di domande.

Dal bidello che asciuga l'acqua sul pavimento prima che qualcuno scivoli, dalla mamma che viene a controllare il pranzo della mensa scolastica, dal professore che di notte resta davanti al computer per provare a rispondere alla sete di conoscenza dei ragazzi.

Tutte queste persone non abbandoneranno la scuola, perché la sentono come un bene che hanno in comune.

La scuola vivrà. Continuerà ad esistere, nonostante Renzi e Giannini.

I movimenti non durano molto a lungo. Ma possono riprendere.

A settembre, qualunque mostro sarà uscito dal Parlamento, il popolo della scuola si ritroverà e riprenderà il discorso.

Promesso.