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Sistema Nazionale di Valutazione: Invalsi... pensaci tu!

by C.A. — last modified 2014-11-11 10:05

Varato il Regolamento del SNV: la ministra Giannini si accorge che non ha il personale ispettivo che dovrebbe far visita alle scuole, stabilisce un rigido format per i nuclei di autovalutazione e si affida all'Invalsi per tutto il resto.

 

Il MIUR non ha gli ispettori per valutare le scuole e si affida all'Invalsi.


Dopo che il Sistema Nazionale di Valutazione è diventato legge (DPR 80/13), il MIUR scopre che non può farlo funzionare.

Il DPR 80/13 prevede un sistema di valutazione “a tre gambe”: un nucleo di autovalutazione interno ad ogni singolo Istituto Scolastico, l'Invalsi, gli ispettori ministeriali.

Peccato che il numero degli ispettori sia insufficiente per applicare la legge.


Incurante di ciò, e sorda ad ogni invito a discuterne con i sindacati della scuola, il ministro Giannini ha firmato, nel settembre del 2014, il Regolamento applicativo del DPR 80/13. Per capirci: ha ordinato l'applicazione del DPR 80/13, dando indicazioni operative alle “tre gambe” del SNV.


Si possono già fare alcune osservazioni... oggettive: primo, il MIUR ha impiegato ben diciotto mesi per emanare il provvedimento applicativo (il SNV nasce nel marzo del 2013). Complimenti.

Secondo, esiste una continuità assoluta tra i diversi titolari del MIUR succedutisi sulla poltrona di viale Trastevere negli ultimi anni. In pratica, tra la gestione Carrozza del MIUR e la gestione Giannini, sul SNV, come su molte altre cose, non ci sono differenze.


Ora, l'attuale ministro ha deciso che, poiché ha... una gamba troppo corta, se la prenderà comoda con una soluzione all'italiana: i “dirigenti tecnici del nucleo ispettivo” sono troppo pochi? Giannini, renzianamente, trova la soluzione: gli ispettori visiteranno in tre anni 850 scuole, cioè il 10% degli istituti italiani.

Niente male: per visitarle tutte, ci metteranno dieci anni, ammesso che ce la facciano a raggiungere l'obiettivo deciso da Giannini. Alla faccia della rapidità e dell'efficienza targate Renzi, datore di lavoro della Giannini.

Come verranno scelte le scuole che gli ispettori visiteranno? Il 7% sarà costituito da quelle trovate più “scarse” dalle rilevazioni Invalsi; il 3% sarà sorteggiato.


Che cosa si può concludere?

Che il DPR 80/13, emanato ai tempi del governo Letta, rimarrà inapplicato e che non poteva funzionare (complimenti anche all'ex ministro Carrozza per la lungimiranza): gli ispettori potrebbero arrivare nelle scuole o non arrivare mai: dieci anni è un tempo molto lungo.

Ma invece le scuole sono tenute a costituire subito il proprio nucleo di autovalutazione: lo ha stabilito nel settembre 2014 il Regolamento di Giannini.


Come dovranno lavorare i nuclei? Il Regolamento è chiaro: sulla base di un rigido “format” stabilito a livello centrale; la valutazione dovrà essere integrata per legge con i dati Invalsi. Alla faccia dell'autovalutazione.


Come si vede, di tutto il castello teorico del SNV, la “gamba” che la fa da padrona è solo l'Invalsi. Ancora una volta, lo sguardo valutativo è pesantemente condizionato dalla filosofia Invalsi, un Istituto controllato dal MIUR ma che ubbidisce alle logiche economiciste dell'OCSE, organizzazione internazionale.


Si ritorna dunque, sempre, ai test Invalsi, come ad una condanna. Questi test misurano solo le capacità matematiche e di lettura di un testo in lingua italiana, e lo fanno con modalità spesso discutibili. Ma sarà sulla base dei risultati di questi test, spacciati per “oggettivi”, che in realtà verrà costruito tutto il Sistema Nazionale di Valutazione.

Forse allora il DPR 80/13 ed il Regolamento della Giannini sono inutili.