Personal tools
You are here: Home scholè FAQ Che cosa vuol dire "qualità della scuola"? Io penso che... A CHE GIOCO GIOCHIAMO?
Document Actions
Concorezzo (mi), 2010-02-08

A CHE GIOCO GIOCHIAMO?

submitted by marta gatti0 comment(s)
Vi vorrei proporre una riflessione che spero vi farà comprendere come il gioco sia una grande opportunità educativa nella scuola, in particolare nella scuola a Tempo Pieno, dove i bambini stanno in mensa per 5 giorni. Anna Maestra scuola primaria Don Gnocchi - Concorezzo

 

Tagliare il tempo scuola, come vuole il decreto Gelmini, significa ridurre la didattica alle sole lezioni frontali, eliminando quei momenti fortemente educativi e tanto amati dai bambini quali quelli del dopo-mensa.

 

Momenti in cui il gioco spontaneo e di movimento permettono al bambino  di rapportarsi liberamente coi compagni e con lo spazio circostante.

 

 La scuola è ormai rimasta forse l’ultima oasi in cui i bambini possono esplorare liberamente lo spazio e il rapporto con gli altri sotto lo sguardo vigile di un adulto, possono cioè imparare giocando.

 

E’ difficile infatti che a casa possano farlo, per lo più giocano da soli e in spazi ristretti,  gli unici giochi di gruppo che praticano sono soprattutto quelli sportivi.

 

 

 

Il gioco è quindi un elemento qualificante della nostra scuola a Tempo Pieno.

 

Giocando i bambini prendono l’iniziativa, si mettono alla prova, discutono, cooperano, assumono piccole responsabilità, apprendono, consolidano ciò che hanno assimilato e acquisiscono la motivazione ad imparare, a concentrasi e a perseverare in un’attività.

 

 Per noi insegnanti questi momenti di gioco, se li sappiamo riconoscere nella loro importanza, sono fondamentali, ci aiutano a conoscere meglio i nostri alunni, a promuovere esperienze di relazione e di convivenza democratica certamente più utili delle aride lezioni di Educazione  Civica proposte dalla Ministra Gelmini e, non ultimo, possono essere lo spunto per agganciarsi alle attività prettamente scolastiche.

 

 A mio avviso il momento del dopomensa (poco più di un’ora) è uno dei motivi che fanno la differenza tra la scuola a Tempo Pieno, ricca di esperienze, e una scuola impoverita di 24 ore, fatta  di lezioni frontali, di interrogazioni, di voti vuoti di significato e di grembiulini che servono solo a negare la presenza del corpo a scuola. Una scuola che rinuncia al compito di educare, lasciando così maggior spazio ai modelli televisivi che considerano i bambini più come oggetti da modellare, come potenziali consumatori, piuttosto che soggetti attivi, capaci di costruire il loro futuro.

 
 

E invece noi crediamo che i nostri bambini siano soggetti attivi che vogliono essere protagonisti del loro destino.

 

Allora come adulti abbiamo tutti quanti il dovere di riscoprire il nostro ruolo di educatori, dobbiamo metterci in gioco, non possiamo deludere i nostri bambini perché loro si fidano di noi.

 

E’ una battaglia che dobbiamo fare insieme, insegnanti, genitori, comunità, anche nella sua veste amministrativa.

 

Risparmiare sulla scuola, come vogliono fare , significa rinunciare a investire sul futuro dei nostri bambini.

 

Forse dobbiamo imparare dai nostri bambini che, quando giocano, sanno quale gioco stanno facendo  e, se il gioco non piace più, ne scelgono un altro.

 

Noi adulti invece spesso non ci accorgiamo e non sappiamo neanche più a quale gioco ci stanno facendo giocare, nostro malgrado. Subiamo tutto senza più reagire.