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napoli, 2008-05-03

tra emergenza e emergenza

submitted by barbara pianta lopis0 comment(s)
emergenza sicurezza.... emergenza rifiuti.... emergenza rom....

TRA EMERGENZA E EMERGENZA…. LACRIME E SANGUE PER LA DEMOCRAZIA.

Da quando il Governo Berlusconi si è insediato, e ha cominciato ad applicare il suo programma, abbiamo assistito ad una serie di provvedimenti urgenti in risposta ad una serie di emergenze da far impallidire anche i più scettici. All’improvviso nel ns. paese ci troviamo a dover affrontare:

  • L’EMERGENZA RIFIUTI NAPOLI
  • L’EMERGENZA SICUREZZA
  • L’EMERGENZA CLANDESTINI
  • L’EMERGENZA MORTI BIANCHE
  • L’EMERGENZA PETROLIO
  • L’EMERGENZA CARO PREZZI
  • L’EMERGENZA INTERCETTAZIONI
  • L’EMERGENZA ISTRUZIONE
  • L’EMERGENZA BULLISMO
  • L’EMERGENZA ROM
  • L’EMERGENZA ENERGETICA
  • L’EMERGENZA CAMORRA
  • L’EMERGENZA PRODUTTIVITA’
  • ETC, ETC,  

Con tutte queste lucine rosse che si accendono sulla plancia di comando dei nostri governanti posso solo dedurre che siamo sull’orlo di una guerra civile o di una implosione che cancellerà il paese Italia dalla mappa dell’Europa, o che qualcuno ci stia raccontando una grossa balla.

Cosa fareste voi se casa vostra fosse assediata da criminali di etnie non europee, da giovani bulli senza scrupoli e cultura, da un far-west di camorristi che  hanno già provveduto a scaricare cumuli di sostanze tossiche nel vs. giardino, se non potreste nemmeno prendere più la macchina o accendere la luce, se  non potreste nemmeno contare più sull’appoggio del vostro coniuge perché perito cadendo da un’impalcatura, se non potreste più mandare i vostri figli a scuola, se non potreste più fare la spesa perché costa troppo, cosa fareste veramente?

Se possibile, io mi studierei una via di fuga, una bella emigrazione (anche clandestina se necessario) in un altro stato, altrimenti mi rimarebbe solamente la possibilità di scegliere di che “morte devo morire”.

Insomma la nostra Italia sembrerebbe assomigliare al famoso “ Titanic” dal destino inevitabilmente segnato, dove ogni passeggero farebbe meglio a pensare ad occupare la prima scialuppa di salvataggio.

Ma poiché nemmeno il Re sembra impallidire davanti al disastro, rimaniamo in attesa di provvedimenti urgenti che dovrebbero rispondere senza indugio e in modo definitivo alla soluzioni dei problemi.

Vediamo alcuni esempi:

  • Per l’emergenza rifiuti Napoli si pensa di fare esattamente ciò che si è fatto negli ultimi quindici anni di emergenza: aprire discariche per depositare eco-“balle” di rifiuti “tal quale” e costruire 5 inceneritori, uno per ogni provincia, per poi bruciarle. Esattamente quello che si è sempre fatto.

L’inceneritore di Acerra entrerà in funzione forse mai, e gli altri inceneritori stanno solo sulla carta. Il progetto lascia a desiderare anche, ma non solo, per i tempi lenti, e poiché davanti a un’emergenza non ti puoi permettere di indugiare, un certo numero di militari distribuiti sul territorio daranno la giusta percezione della gravità della situazione. L’esercito servirà soprattutto alle popolazioni ribelli che non vogliono ne gli inceneritori ne le discariche, e anche alla camorra che così potrà “percepire” l’autorità dello Stato.

  • L’emergenza sicurezza vedrà il coprifuoco serale nelle grandi città (ma con solo 3000 uomini), ma tanto noi non ce ne accorgeremo, poiché saremo tutti a dormire.

  • Per l’emergenza energetica, ci avvaleremo di impianti nucleari e di nuove discariche per le scorie radioattive, pazienza se ci vorranno dieci anni per essere operativi, o se dovremo far finta di non aver mai avuto un referendum.  

  • Per l’allarme clandestini, inventeremo il reato di clandestinità con accompagnamento obbligatorio alla frontiera, e per i rom la registrazione obbligatoria nonché la distruzione dei campi. Vedrete si allontaneranno dall’Italia per motu proprio.

  • E così via….l’emergenza istruzione verrà affrontata con il merito e la valutazione, solo i più bravi insegnanti (o meglio i più “meritevoli”, perché dobbiamo comunque tagliare ed accontentare anche Tremonti) ed alunni ( “meritevoli” e quindi più facilmente “gestibili”) potranno starci, gli altri non si sa ancora dove andranno. Una parte degli alunni sicuramente nelle scuole private, gli altri forse in scuole di formazione. Certo, tenendo conto che la mia regione (Campania) detiene una delle percentuali più alte di abbandono nella scuola secondaria di II grado (circa il 27%), selezionare gli alunni e i docenti che “meritano”, mi sembra una bella idea! Coloro che rimarranno fuori dal circuito potranno sempre emigrare al nord ( sempre che non nasca un’emergenza “Terroni”) o fare un corso regionale I.SO.LA per addetto alle pulizie o operatore ecologico, per poi continuare a rimanere disoccupati. Nel frattempo le scuole pubbliche continueranno con i progetti di recupero scolastico  di laboratori di “ballo sud-americano” o “cucito”.

E chissà se anche il Ministro Gelmini ha mai pensato al suo curriculum di impeccabile esperienza nel campo specifico della materia sulla quale è stata chiamata ad amministrare. Chissà se ha avuto qualche fremito o dubbio sulla valutazione del proprio “merito”.

Tutte soluzioni che soddisfano un po’ la pancia del popolo (tutti pensiamo di essere meritevoli, tutti pensiamo di fare meglio degli altri e desideriamo le nostre piccole vendette sul collega “scansafatiche”)  e un po’ la tasca dei liberi professionisti ed imprenditori (consulenze per progetti, contratti per la costruzioni di impianti, ). Tutto in nome delle mille emergenze, dove non hai nemmeno il tempo di “percepirle” che già ti trovi l’esercito  sulla porta di casa per risolverle.

Dalle questioni sociali a quelle economiche, senza alcuna eccezione, c’è una emergenza “meritevole” di un provvedimento “urgente”.

Quello però di cui ancora non abbiamo preso coscienza è che questa logica dell’agire immediato per far fronte alle emergenze, è solo uno specchietto per le allodole che nasconde l’unica vera emergenza di questo paese: l’emergenza “democrazia”. Quella di un popolo libero che per essere tale deve poter avere prima di tutto gli strumenti per esercitare la propria “libertà” (le leggi e la trasparenza ), avere la possibilità di conoscerli e acquisire la capacità di farne uso (istruzione pubblica ed accesso all’informazione), nonché la garanzia di poterne  usufruire (organi di garanzia  e di gestione). In Italia fino all’altro ieri questi strumenti erano ancora garantiti da organi democratici pubblici, così come si addice ad una Repubblica Democratica con una Carta Costituzionale. Oggi  nei fatti non lo sono più: i provvedimenti legislativi sono diventati decreti legge emergenziali decisi da una maggioranza politica non più rappresentativa del paese perché eletta da una legge elettorale a dir poco truffaldina, dove la partecipazione democratica viene negata in nome dell’emergenza e resa silente da un’informazione troppo spesso incapace di spirito critico e superficiale.

Io la chiamo “tirannia democratica non percepita” nel senso che trattasi di un regime autocrate, che in nome di una democrazia svuotata, ci propina false ricette salvifiche per emergenze inesistenti, a favore dei forti poteri economici. Un bel capolavoro! E finchè “la barca va, lasciala andare”!

Chissà se il popolo italiano saprà rinsavire prima di trovarsi di nuovo in un incubo, purtroppo  già conosciuto nei momenti più tristi della nostra storia?

Barbara Pianta Lopis - Napoli

P.S. : Mentre scrivo al TG3 è stata annunciata l’idoneità della cava di Chiaiano, nonostante il parere negativo dei tecnici di fiducia nominati dai comitati cittadini che presidiano il sito, come volevasi dimostrare.

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