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Cosa vogliono i precari

by miriam petruzzelli last modified 2010-09-15 19:49

Documento protocollato, consegnato al provveditore scolastico regionale Colosio in data 15 settembre 2010

RICHIESTE DEI PRECARI DELLA SCUOLA ALL'UST DELLA LOMBARDIA

 

Le rivendicazioni che facciamo nostre sono le medesime del Coordinamento Precari Scuola Nazionale. Ribadiamo che il fine generale della nostra mobilitazione è ottenere dalla rappresentanza parlamentare nazionale e dal governo:

-        Il ritiro della legge 133 e il reintegro dei finanziamenti statali alla scuola pubblica

-        La cassazione dei progetti di smantellamento regionale e privatistico della scuola pubblica

-        Il reintegro del personale della scuola espulso e l'assunzione a tempo indeterminato di tutti i precari che abbiano sottoscritto almeno tre contratti con il MIUR (come avviene nel settore privato) o almeno su tutti i posti disponibili sia al 30 giugno che al 31 agosto

-        Nel rispetto delle graduatorie esistenti, la definizione di criteri stabili e definitivi di accesso alla professione

 

Tuttavia siamo costretti a constatare diversi problemi di natura spcifica dovuti alla scelte dell'UST della Lombardia e in subordine dell'USP di Milano.

La gravità della situazione ci spinge quindi ad avanzare alcune RICHIESTE PRECISE ALL'UFFICIO SCOLASTICO TERRITORIALE DELLA LOMBARDIA E ALL'UFFICIO SCOLASTICO PROVINCIALE DI MILANO

In particolare, chiediamo con urgenza al provveditore regionale Colosio e a quello provinciale Pupazzoni:

-        La riaffermazione di un principio di uniformità dei criteri di determinazione degli organici adottati nelle diverse province della Lombardia, secondo gli standard delle province in cui la scuola riceve maggiori finanziamenti

-        La pubblicazione tempestiva delle disponibilità residue e di tutte le classi di concorso mancanti. Segnaliamo in particolare lo scandaloso ritardo di Milano in tal senso. Nelle nomine già svolte, segnaliamo inoltre la pubblicazione di diverse disponibilità al di fuori dei limiti di tempo previsti, poche ore prima o addirittura immediatamente prima delle convocazioni, in violazione del regolamento delle nomine. Basti citare quanto accaduto a Milano nell'area AD02 e nella classe A043

-        La trasparenza sui posti effettivamente disponibili nelle scuole. Segnaliamo le numerose incongruenze fra le disponibilità verificate nelle scuole in relazione al personale indispensabile mancante e quelle pubblicate dal provveditorato di Milano

-        La pubblicazione di un calendario definitivo ed esaustivo delle convocazioni. Incredibile è il ritardo di Milano rispetto ad altre città, fra cui ad esempio Torino

-        Lo svolgimento delle nomine in ambienti idonei e secondo i dovuti requisiti di trasparenza. Chiediamo aule ampie e dotate di microfono, perché tutti si possano sedere e controllare l'ordine di chiamata e la scuola prescelta da ciascuno – cosa che avviene nella maggior parte delle alte città e regioni

-        Lo svolgimento delle nomine nella più completa legittimità: riteniamo infatti porofondamente scorretto che, per la stessa classe di concorso, appaiono nuove disponibilità dopo che un primo gruppo di precari abbiano già scelto la loro sede

-        La presenza durante tutte le convocazioni di un precario "accreditato" che sorvegli lo svolgimento delle nomine

-        L'impegno a non sottoscrivere alcun "patto territoriale" sul modello del patto territoriale firmato l'anno scorso dal dirigente regionale Colosio e dal governatore Forimigoni. La ricollocazione dei precari appena espuulsi e percettori del sussidio di disoccupazione nella scuola, con una semplice integrazione regionale al sussidio, ma senza contratto e senza diritti, consente tagli sempre più gravi e determina una situazione di ultraprecarietà e di svilimento tanto dell lavoro svolto che della qualità dei progetti (fra cui l'"inserimento e l'accompagnamento di alunni disabili"). Una eventuale "integrazione regionale" alla scuola pubblica, tutt'al più ed in via eccezionale, deve invece essere volta ad integrare il personale della scuola nel rispetto del contratto nazionale vigente

-        Un'integrazione immediata del personale di sostegno nel rispetto della legge 104/92 e dei diritti individuali della persona. A Milano questo comporta per lo meno il rispetto del rapporto previsto e ammesso dallo stesso ministro Tremonti di 1 insegnante di sostegno ogni 2 ragazzi con disabilità. Attualmente il rapporto a Milano è invece di 1 insegnante di sostegno ogni 2,5 ragazzi con disabilità

-        Una conseguente integrazione del personale docente in tutte le classi di concorso

-        Il riconiscimento effettivo del requisito della specializzazione ai fini dell'insegnamento di sostegno, a meno che gli elenchi di sostegno non siano già esauriti L'impegno a non diramare circolari simili a quella, a firma di Colosio, con cui l'anno scorso si indicava ai presidi di assegnare a docenti di ruolo ore aggiuntive di sostegno (in eccedenza rispetto a quelle contrattuali) anche in assenza di specializzazione

-        Una chiara ed inequivocabile indicazione da parte dell'UST e degli USP, a tutti i dirigenti scolastici, di fare tutto il possibile per non costituire cattedre superiori all'orario contrattuale (come già avvnuto a Bergamo e a Brescia)

-        Un’integrazione del personale dell’Ufficio Scolatico Provinciale di Milano affinché le operazioni di monitoraggio e verifica delle disponibilità, nonché le operazioni di calendarizzazione e di nomina, avvengano con puntulità e trasparenza

-        Piena chiarezza e trasparenza sul funzionamento e sull’assegnazione degli incarichi relativi allo’ora di attività alternativa

Se, almeno su questi punti, il provveditore regionale non prenderà dei provvedimenti, dovremo constatare amaramente il grave danno arrecato all'impianto della scuola pubblica statale lombarda, e proseguire nella nostra protesta in modo ancora più preciso e deciso.

 

A cura di:

Movimento Scuola Precaria – Presidio Permanente dei Lvoratori della Scuola

assembleascuolaprecaria@gmail.com

 

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