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Ministro Profumo_tempo scaduto

by miriam petruzzelli last modified 2012-10-19 00:10

Se pensate ancora che non ci siano motivi validi e sufficienti per protestare dopo l’ennesima “trovata” del governo questa “breve” lista potrà dissipare i vostri dubbi.


• Gli stipendi degli insegnanti sono bloccati fino al 2014 e sappiamo bene quanto il costo della vita, invece, cresca;

• Gli scatti di anzianità sono bloccati fino al 2017 e il “dazio” che i neo – immessi in ruolo hanno pagato per il posto a tempo indeterminato è stato proprio quello di rinunciare agli scatti stipendiali;

• Vi propongono (parliamo ai fortunati colleghi di ruolo) di fare 24 ore settimanali invece di 18, a parità di stipendio, (anzi paventando che chi scelga di farne 18 venga pagato di meno!) dicendovi che dovete allinearvi con gli altri paesi europei. Ma, secondo dati Eurispes, la media delle ore frontali in Europa è di 18, 5 a fronte di uno stipendio minimo di 2000 €! Se già questo non bastasse, sappiate che l’imposizione delle 24 ore viene calata dall’alto, per una logica di risparmio, bypassando il CCNL (peraltro scaduto) e la contrattazione sindacale, di cui l’orario di lavoro è oggetto. In compenso, però, vi offrono 15 giorni di ferie in più da fruire nel periodo di sospensione delle attività didattiche (leggi Natale e Pasqua!!!). Questo è di una gravità inaudita!

• A fronte dei tagli che questo aumento di ore comporterà, tagli soprattutto dei docenti precari destinati a scomparire o quasi, il ministro (volutamente minuscolo) propone, come ben sapete, il famigerato CONCORSO. Dovremmo chiederci che senso abbia indire un costoso concorso per circa 11,500 posti (briciole praticamente) se non ci saranno posti neanche per gli attuali docenti iscritti in graduatoria ad esaurimento, abilitati, con esperienza e non ancora immessi in ruolo…

• Tutto questo il ministro lo chiama CONTRIBUTO DI GENEROSITA’ da parte della scuola che, non dimentichiamolo, nel non lontano 2008 ha già pagato con 8 miliardi di tagli grazie alla scure del duo Tremonti/Gelmini! Verrebbe sempre da chiedersi quando toccherà un contributo di generosità da parte dei parlamentari considerato che il 21 ottobre la giunta lombarda taglierà il traguardo del 'metà mandato' e scatteranno i vitalizi mentre a noi toccherà trascinarci al lavoro fino a quasi 70 anni o quando si penserà ad una riduzione della spesa militare, considerando, ad esempio, che un solo aereo militare F – 35 costa 99 milioni di euro!!!!!

• Tutte queste gravi notizie fanno, peraltro, subdolamente passare in sordina il DDL Aprea, già approvato a larga maggioranza presso la VII Commissione cultura della Camera e che rischia di diventare legge. Il DDL Aprea prevede l’apertura degli organi collegiali a membri esterni (consiglio di istituto in primis) e l’ingerenza di tali enti nelle decisioni che riguardano l’organizzazione della scuola, la sua valutazione e “le modalità di partecipazione degli alunni e dei genitori nel raggiungimento degli obiettivi educativi in ogni singola classe”! In altre parole, il Collegio dei docenti perderebbe la sua sovranità e ci sarebbe ancora più ingerenza da parte dei genitori nelle scelte educative degli insegnanti!

Se tutto ciò vi sembra abbastanza per dire BASTA all’umiliazione e all’impoverimento della scuola pubblica ecco alcune proposte di protesta:

• Non approvare il POF in sede di collegio docenti e rifiutare di svolgere qualsiasi ora/attività non obbligatoria e non da contratto (19esime ore, progetti, attività strumentali ecc….). Alcune scuole della provincia di Bari lo stanno già facendo e la Gilda degli insegnanti lo propone in questi giorni con un comunicato ufficiale.

• Blocco dei viaggi di istruzione (sono tutte ore extra, con un grosso carico di responsabilità, che non ci vengono pagate);

• Assemblee in orario di lavoro;

• Sciopero compatto il 24 Novembre o in data anteriore.


Ricordiamoci che, sebbene svolgiamo spesso il nostro lavoro come missione, l’insegnamento è una PROFESSIONE e come tale deve essere riconosciuta! E’ troppo tempo che la categoria degli insegnanti resta in silenzio e subisce i tagli di una politica che tenta di affossare l’istruzione pubblica. E’ ora di protestare come categoria in maniera compatta cercando di mettere da parte gli interessi personali. Questa politica scellerata coinvolge TUTTI i docenti!

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