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Dare i numeri sul TFA: Retorica giovanilistica e arcana imperii

by miriam petruzzelli last modified 2012-03-18 17:22

Sono usciti i numeri del contingente posti per classe di concorso del TFA. Qualche riflessione a questo punto è necessaria su ciò che questo governo "tecnico" sta facendo alla scuola. è chiaro che la nostra condizione di docenti precari vuole essere resa permanente. Come si giustificano altrimenti 4.275 posti nella scuola secondaria di I grado e 15.792 nella secondaria di II grado mentre si tagliano decine di migliaia di posti nella scuola e vi sono già 200.000 docenti in attesa nelle graduatorie?

L’articolo 1 comma 2 del Decreto Ministeriale 14/3/2012 recita così: “Per l'anno accademico 2011/2012, i posti disponibili a livello nazionale per le immatricolazioni al Tirocinio Formativo Attivo per l'insegnamento nella scuola secondaria di II grado sono pari a complessivi 15.792”.

I numeri hanno un potere seduttivo sull’immaginazione, ma quel  “15.792” non dice proprio nulla: potevano metterci 100 come 1.000.0000 che le cose non sarebbero cambiate di una virgola.

La retorica giovanilistica del Ministero dell’Istruzione che giustifica l’attivazione di nuovi corsi abilitanti perché non vuole ‘tagliare fuori’ una generazione dall’insegnamento o perché  lamenta una presenza troppo elevata di ‘matusa’ in cattedra, maschera soltanto la volontà politica di creare un serbatoio ancora più grande di precari, come forza lavoro disponibile alla chiamata diretta del dirigente scolastico di turno.

Basterebbe dare una distratta occhiata a qualsiasi graduatoria di qualsiasi classe di abilitazione di qualsiasi provincia del Regno, per accorgersi che quel numero di posti di TFA più che non significare nulla, sta lì a guardarci con il sorriso irriverente di chi ci sta preparando definitivamente la festa.

Un esempio a caso: in Lombardia sono previsti 135 posti per la classe di Storia e Filosofia (A037), dove nella sola provincia di Milano ci sono ben 385 persone in graduatoria molte delle quali nate tra il 1977 e il 1982. Stiamo parlando di persone tra i 30 e i 35 che hanno iniziato ad insegnare almeno a partire dall’età di 25 anni (laurea + siss).  È questa la fine che faranno i venticinquenni che si apprestano a frequentare il TFA? Essere considerati ‘vecchi’ tra cinque o dieci anni e precari da mettere in competizione con altri abilitati più giovani? Dare i numeri a caso è sempre un’operazione gravida di conseguenze nefaste: quel numero “15.792” darà  l’illusione a chi vi rientra di poter sbandierare domani la richiesta di un posto di lavoro, oltre che suggerire la vaga sensazione di essere stato truffato.

 Vogliamo risolvere una volta per tutte questo benedetto problema delle graduatorie senza spargere ulteriori illusioni? Assunzioni su tutti i posti disponibili a partire dal sacrosanto principio dei diritti acquisiti, quindi a scorrimento delle gradutorie ad esaurimento esistenti.

Tutto il resto è retorica dietro la quale si cela l’arcana imperii svelato nell’ultimo mese dal progetto - avallato dal ministero - di sperimentazione lombarda della chiamata diretta: creare un bacino di abilitati dal quale pescare a piacimento.

 

LINK MINISTERIALE  CONTINGENTE TFA
http://attiministeriali.miur.it/anno-2012/marzo/dm-14032012.aspx