Personal tools
You are here: Home cgilchevogliamoflc LA CGIL CHE VOGLIAMO Mercato del lavoro e art. 18
Document Actions
Trento, 2012-04-23

Mercato del lavoro e art. 18

submitted by Dario Andreis0 comment(s)
Comunicato delle sottoscritte RSU dell'Università di Trento su riforma del mercato del lavoro e art. 18.

Le sottoscritte  RSU dell’Ateneo di Trento ritengono inaccettabile l’attacco portato avanti dal governo Monti e dalla ministra Fornero all’art.18 e agli ammortizzatori sociali e ritiene assolutamente inadeguata l'annunciata lotta alla Precarietà!

Tutto il mondo del lavoro è colpito: prima la riforma delle pensioni, poi quella del mercato del lavoro danno un segno chiaro ed inequivocabile verso la direzione in cui il governo ci sta portando.

Nel contesto di una crisi internazionale economica e finanziaria, con il Paese in recessione, il governo non trova di meglio che scaricarne il peso sulla pelle dei pensionati, dei lavoratori e dei precari: niente di nuovo e di diverso rispetto al governo precedente.

L’attacco all’art.18 ed il suo concreto svuotamento,  abolendo una tutela individuale,  sancisce la possibilità di erodere l’insieme del diritto del lavoro e dei diritti collettivi.

Viene stabilita l’unilateralità del potere aziendale nei luoghi di lavoro che tramite la disciplina di licenziamenti economici può disporre indiscriminatamente dei lavoratori.

La riforma dl mercato del lavoro riguarda anche il mondo del pubblico impiego e della conoscenza, le norme così come sono state esplicitate dottrinalmente dalla  ministra Fornero introducono anche nei nostri settori pesanti ripercussioni:
per i giovani e i precari non c’è il contratto unico per l’accesso al lavoro, gli ammortizzatori sociali non vengono estesi a tutti. Invece di ridurre le forme di precariato, vengono mantenute tutte le 46 tipologie di contratti esistenti (alcuni persino peggiorati, ad es. il lavoro interinale e il lavoro a chiamata). I costi vengono alzati solo per i tempi determinati, gli ammortizzatori sociali sono depotenziati nella durata e non vengono estesi a tutti, (togliendo le tutele a chi oggi ne usufruisce, senza estenderle ai lavoratori che già ne usufruiscono), non ci sono misure a partire dal diritto allo studio e dal welfare di cittadinanza.

Ma la riforma dell’articolo 18 colpisce anche i dipendenti pubblici a tempo indeterminato.

Secondo l'art. 51 comma 2 della L. 165/2001, lo Statuto dei lavoratori si applica anche nel settore pubblico:  “La legge 20 maggio 1970, n. 300, e successive modificazioni ed integrazioni, si applica alle pubbliche amministrazioni a prescindere dal numero dei dipendenti”.

A meno che i testi che il governo e il parlamento approveranno non contengano deroghe, le modifiche peggiorative varranno anche per il pubblico impiego dove, con i continui tagli ai finanziamenti, la motivazione economica per i licenziamenti risulterebbe tragicamente beffarda.

Per queste ragioni le sottoscriventi  RSU  ritengono inaccettabile questa “riforma” del mercato del lavoro e ritiene imprescindibile,  sulla disciplina dei licenziamenti,  ripristinare l’integrità e l’inderogabilità dell’art.18.
 
RSU Università di Trento
 
Andreis Dario
Bommassar Andrea
Lonardi Nadja
Mattei Stefano
Rossi Flavio
Zecchini Luisella
 
FLC – CGIL università di Trento
 
Silvestrin Gabriele