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Lettera aperta del Liceo Cevolani di Cento

by amelia marchi last modified 2012-12-02 23:43

Il liceo Cevolani rende pubblici i motivi della mobilitazione a studenti e genitori Claudio Ricci,docente

LETTERA APERTA DEI DOCENTI DEL LICEO “G. CEVOLANI”  DI CENTO (FE) AGLI STUDENTI E AI LORO GENITORI

CARI STUDENTI E CARI GENITORI,

sentiamo l’esigenza di motivare le decisioni, difficili e dolorose, che l’Assemblea dei docenti del liceo “Cevolani” ha ritenuto di dover prendere per far conoscere le crescenti difficoltà in cui versa la scuola italiana, pur nella consapevolezza del disagio che esse vi arrecheranno.

 

Gli ultimi avvenimenti che hanno coinvolto il mondo della scuola -  ad esempio la proposta di incremento di orario a parità di salario inserita nella Legge di Stabilità, ora temporaneamente stralciata, la possibile trasformazione in legge del d.d.l. 953 di riforma degli organi collegiali della scuola, il passaggio forzoso dei docenti non idonei nei ruoli ATA, la conseguente perdita dei posti di lavoro per i precari, il blocco del contratto, le modalità di preselezione per il concorso - indicano che è necessaria una forte presa di posizione da parte dei docenti.

La storia degli ultimi anni, se non decenni, dimostra che è in atto una lenta ma progressiva deriva culturale che sta trasformando il senso attribuito al ruolo della scuola pubblica ed al valore della funzione svolta dai docenti di ogni ordine e grado; una scuola sempre più svalutata nel comune sentire della gente e deprivata di risorse. Tutti ricordiamo, ad esempio, la legge 133 del 2008 con cui, nel solo triennio 2009-2011, sono stati fatti tagli per circa 8 miliardi di euro (87 mila insegnanti e 44 mila personale ATA in meno rispetto al 2008).

I docenti italiani lavorano già ora più della media in Europa e sono tra i meno pagati.  Anziché riconoscere sul piano retributivo il lavoro sommerso già svolto, si cerca di recuperare le risorse finanziarie tagliando ancora una volta gli investimenti nella scuola pubblica. Questo nonostante la percentuale della spesa pubblica italiana destinata all'istruzione sia molto inferiore alla media OCSE.

 

CARI STUDENTI E CARI GENITORI,

vorremmo dunque cercare di chiarire, al di là di facili luoghi comuni, in che cosa consiste realmente il nostro lavoro: quotidianamente ci troviamo ad interagire con adolescenti, aspetto questo talora stimolante, talora gratificante, ma sempre complicato e difficile da gestire, soprattutto con un numero di allievi per classe che si prospetta sempre più elevato; le 18 ore di lezioni frontali non esauriscono certo il nostro compito che prevede, oltre alla preparazione delle stesse, redazione e correzione delle verifiche, compilazione di registri e documenti, incontri con le famiglie, partecipazione a commissioni, consigli di classe, collegi, scrutini, esami, ecc. E poi, studio e letture quotidiane, finalizzate all’autoaggiornamento, non sono forse parte essenziale dell’attività dell’insegnante?

 

La serietà del nostro lavoro è oggi compromessa dalle scelte politiche del Governo, fortemente lesive della scuola pubblica e della professionalità di quanti vi operano.

Di qui la preoccupazione per:

-          il d.d.l. 953 (ex Aprea), il progetto di riforma degli organi collegiali che restringe gli spazi di democrazia, aprendo la strada all’autonomia statutaria di ogni singola scuola, con la conseguente messa in discussione di un sistema nazionale pubblico dell’istruzione e la pericolosa accelerazione sul ruolo dei soggetti privati che avranno la possibilità di entrare a far parte degli organi collegiali e, in ragione del loro finanziamento esterno, influenzare il Piano dell’Offerta Formativa;

-          il d.d.l. di Stabilità che prevede nuovi tagli di risorse alle scuole e il peggioramento delle condizioni dei lavoratori;

-          il blocco del Contratto iniziato nel 2008 ed esteso per altri tre anni, con una perdita considerevole del potere d’acquisto degli stipendi;

-          il blocco degli scatti di anzianità e la paventata possibilità di un loro ripristino, attingendo alle risorse del Fondo di Istituto, la cui integrità deve, invece, essere garantita e salvaguardata.

E di qui la decisione dell’Assemblea dei docenti di sospendere, come espressione di protesta, le seguenti attività aggiuntive: *

-       sportello pedagogico;

-       tutoraggio per le classi 5e;

-       tutoraggio estivo;

-       progetti, quali:

a)      CLIL

b)      Sport a scuola

c)      Classi aperte

d)     Educare per prevenire

e)      Visite didattiche

f)       Viaggi di istruzione .

* L’Assemblea ha deliberato di non sospendere le attività che comportino oneri di spesa da parte dell’utenza, per i quali siano già stati effettuati pagamenti, o stipula di precisi accordi di pagamento con enti o associazioni esterne.

L’Assemblea ha dichiarato anche la sua indisponibilità alla correzione delle prove INVALSI.

 

A tale decisione siamo stati indotti non solo da meri motivi economici, per quanto legittimi, ma anche dall’esigenza di difendere la qualità del nostro rapporto con voi.

E’ questo “conservatorismo e indisponibilità a fare anche due ore in più (sic!)”, onde consentire “di aumentare la produttività”?

 

L’Assemblea ha deliberato di protrarre tale forma di protesta finché il Governo non prenderà provvedimenti significativi a garanzia della scuola pubblica.

 

Cento, 26 novembre 2012                                                               

                                                                                                                      I docenti del liceo “G. Cevolani”

 

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