Personal tools
You are here: Home 18 e non solo Napoli Napoli - IPSSEOA “Cavalcanti” di Napoli
Document Actions

Napoli - IPSSEOA “Cavalcanti” di Napoli

by domenico fusco last modified 2012-11-24 00:31

assemblea sindacale unitaria

Documento dell’assemblea sindacale unitaria
dell’IPSSEOA “Cavalcanti” di Napoli
I lavoratori dell’IPSSEOA “Cavalcanti” di Napoli riuniti in assemblea per discutere l’art. 3 del DDL di stabilità 2013
denunciano
l’atteggiamento antisindacale del governo, che propone un cambiamento dell’orario e delle condizioni di lavoro, intervenendo unilateralmente su materie regolate dal cont

ratto nazionale di lavoro, in totale disprezzo della legge e dei più elementari diritti dei lavoratori. Si tratta di un atteggiamento indegno di un governo democratico, perché perfino negli Stati totalitari l’orario di lavoro veniva lasciato, almeno formalmente, alla contrattazione tra le parti.
Il governo ha proposto l’aumento dell’orario di lavoro per i docenti della scuola secondaria da 18 a 24 ore, lasciando invariata la retribuzione.
Alla base di questo provvedimento, ci sono solo preoccupazioni di ordine finanziario, tese a ridurre sempre di più i fondi destinati alla scuola pubblica mentre lo stesso Presidente del Consiglio ha assicurato nel mese di agosto che «il governo non farà mancare alle scuole non statali, cui riconosce un’essenziale funzione, il necessario sostegno economico».
Il ministro Profumo ha sostenuto che il provvedimento intende equiparare il carico di lavoro dei docenti italiani a quello europeo, ma si tratta di una falsità, perché il carico di lavoro dei docenti italiani è già superiore a quello dei colleghi europei nella scuola primaria (22 contro 19,6) e nella secondaria superiore (18 contro 16,3) ed equivalente nella scuola secondaria di primo grado (18 contro 18,1). Il ministro, anche se nelle interviste non nega il problema, non pensa affatto ad equiparare all’Europa gli stipendi dei docenti italiani che sono quasi la metà di quelli dei colleghi stranieri.
Il provvedimento, se venisse approvato, aumenterebbe il numero delle classi affidate a ciascun docente, facendo così peggiorare il servizio offerto agli studenti, e provocherebbe la completa espulsione dalla scuola del personale precario.
Questo provvedimento estemporaneo e autoritario del governo arriva dopo anni di di interventi sulla scuola pubblica che hanno impoverito sempre più la sua offerta educativa, hanno mortificato e impoverito il personale docente e amministrativo, hanno ridotto sempre più i mezzi finanziari fino a far mancare lo stretto necessario.
Considerando che con la riforma Gelmini sono state già soppresse 87 mila cattedre;
da otto anni è in atto un blocco degli stipendi che ha provocato la perdita del 25% del potere di acquisto;
il nuovo provvedimento accentuerebbe la dequalificazione dei docenti e impedirebbe l’ingresso nella scuola dei giovani;
la vacanza contrattuale dura ormai da troppo tempo
l’assemblea ha proposto la seguente forma di protesta:
sospensione da parte dei docenti di tutte le attività aggiuntive non obbligatorie (coordinatori di dipartimento, di classe ecc.) e delle funzioni strumentali.
La proposta è stata approvata a maggioranza come da verbale.