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Napoli - LSS Renato Caccioppoli

by Marco Donati last modified 2012-11-16 00:53

Il Collegio dei docenti

Al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Viale Trastevere, 76/a ‐ Roma

Il Collegio dei docenti del L.S.S. “Renato Caccioppoli” di Napoli denuncia la grave situazione che si verrebbe a creare nella scuola italiana qualora venisse approvato l’articolo 3 c. 42-45 della legge di stabilità 2013, attualmente in discussione nelle Commissioni di Camera e Senato.

L’articolo in questione aumenta di un terzo l’orario di lavoro dei docenti a parità di salario. Si tratta nel metodo e nel merito di un provvedimento sbagliato e iniquo.

Nel metodo perché, in assoluto spregio al diritto e alla Costituzione della Repubblica, si interviene su una materia che è regolata da contratti liberamente sottoscritti fra le parti e si impongono dall’alto prestazioni di lavoro che non sono previste nel CCNL attualmente in vigore: si tratta di un pericoloso precedente che mortifica la civiltà del lavoro e delinea un paradigma autoritario e illiberale di relazione Stato-cittadino.

Ma il provvedimento è anche sbagliato nel merito. Chiunque operi nella scuola, infatti, sa bene che le ore di lezione sono soltanto una parte dell’attività di un docente, che spende la propria professionalità anche nella loro preparazione, nella predisposizione e nella correzione dei compiti in classe, nei ricevimenti delle famiglie, nella programmazione e nelle attività collegiali.

Occorre poi sottolineare con chiarezza che l’aumento dell’orario di lavoro non si tradurrebbe in un incremento delle ore di lezione impartite nelle singole classi, ma in un numero maggiore di classi per singolo docente, il che indebolirebbe l’aspetto relazionale della didattica, spersonalizzandola e allontanandola dalle esigenze e dai bisogni dello studente, che sarebbe invece doveroso valorizzare nella sua individualità.

In Italia come in Europa i debiti sovrani vengono garantiti dal sacrificio dei lavoratori e dal taglio del welfare, mentre ingenti risorse vengono dirottate sulle banche e su quei soggetti che sono responsabili della crisi, con un tasso di iniquità sociale che non ha precedenti nella storia italiana.

L’effetto di questo provvedimento sarà devastante anche in termini sociali e occupazionali. Se il nostro orario aumenterà di un terzo, una cattedra su quattro sarà assorbita da chi già lavora: secondo alcune stime si perderanno circa 30 mila posti di lavoro, oltre alle 87 mila cattedre già soppresse dalla riforma Gelmini; se a tutto ciò si aggiunge il blocco degli scatti di anzianità, la mancata firma dei contratti di lavoro, scaduti da anni, la trattenuta previdenziale del TFR, ritenuta illegittima dalla Consulta, non è difficile capire che è la scuola a pagare il prezzo più alto per l’attuale crisi economica che sta investendo l’Italia.

A perdere il lavoro saranno quei giovani docenti che il Ministro dice di voler tutelare, gli stessi per i quali è stato appena bandito un nuovo concorso su posti che diventerebbero di fatto inesistenti.

È in gioco la dignità dell’insegnante, la civiltà del lavoro, il bene comune della scuola e il ruolo della cultura nella società.

Noi, professionisti della scuola, da sempre garanti del diritto all’istruzione, affermiamo con forza il nostro diritto alla dignità dell’insegnamento e chiediamo il riconoscimento del lavoro “sommerso” finora sfuggito alla cortese attenzione del signor Ministro.

I docenti del Liceo “Caccioppoli “ si dichiarano pronti ad aderire a tutte le azioni che le Organizzazioni Sindacali vorranno attuare per contrastare l' approvazione delle norme sulla scuola previste dalla legge sulla stabilità.

I docenti dichiarano, inoltre, di volersi astenere dalle attività' non obbligatorie e invitano i colleghi componenti il Consiglio di Istituto a valutare l'ipotesi di dimissioni per bloccare tutte le attività della scuola che non siano strettamente legate al curricolo.

Documento approvato all’unanimità dal collegio docenti del L.S.S. “Renato Caccioppoli nella seduta del 22/10/2012