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Napoli- Liceo G.B.Vico

by domenico fusco last modified 2012-11-21 02:35

lettera a genitori e studenti

Il recentissimo disegno di legge, in cui – senza colpo ferire e senza neppure l’onestà di esporsi al pubblico dibattito – si dispone, in poche righe, di portare l’orario di lezione dei docenti delle medie inferiori e superiori da 18 a 24 ore settimanali è l’ennesimo, e purtroppo il più grave, attacco alla condizione dei docenti e alla scuola italiana, cui quotidianamente i genitori affidano il futuro dei propri figli e, con essi, del Paese. Questa misura comporterebbe l’abbassamento della qualità dell’insegnamento e avrebbe soprattutto come effetto immediato il licenziamento di migliaia di precari della scuola. Il governo sta inoltre progettando di prolungare a tutto il 2017 il blocco della carriera e degli stipendi dei docenti già introdotto da diversi anni.

I docenti esprimono grave preoccupazione, indignazione e profondo dissenso nei confronti delle scelte politiche del Governo, e in particolare del Ministro dell’Istruzione Profumo, fortemente punitive della scuola pubblica; queste sono caratterizzate da tagli di risorse al personale, attuati in forme diverse e non sempre trasparenti, nonché da una martellante svalutazione della professionalità e della libertà di insegnamento tutelati dalla nostra Costituzione.

Al fine di liberarci, inoltre, di una diffusa mentalità fondata su pregiudizi, che proprio simili iniziative legislative non fanno che alimentare, intendiamo con Voi condividere alcune riflessioni allo scopo di impostare anche nel modo più corretto il rapporto fra docenti, operatori scolastici, alunni e genitori. Intanto vorremmo sottolineare che la nostra indignazione non è indirizzata soltanto all’aumento del monte ore previste dal decreto di Stabilità (che viola qualsiasi norma di contrattazione sul lavoro, creando un precedente inquietante per qualsiasi lavoratore), ma anche allo scenario che si ricava dal DDL 953 (ex ddl Aprea) nel quale la scuola sarà fortemente condizionata da soggetti privati.

Vogliamo poi fornire una corretta informazione riguardo alle effettive funzioni svolte dai docenti al di là dell’orario di lezione (18 ore) :

Il pregiudizio tanto falso quanto diffuso che i docenti non facciano niente, che lavorino solo 18 ore, e che dunque, in fondo, sgobbare un terzo delle ore in più, a parità di stipendio, è il “minimo che si meritano” va sfatato. Una semplice e razionale analisi dei fatti va presentata attraverso due conti:

-Solo come presenza a scuola, alle 18 ore di lezione a settimana, vanno aggiunte un’ora di ricevimento per i genitori, una media di due ore settimanali di impegni in riunioni varie, scrutini, consigli di classe e altre attività che costringono i professori a rimanere o a ritornare a scuola spesso di pomeriggio, il tempo di sbrigare le inevitabili pratiche della burocrazia scolastica(archiviazione dei compiti in classe, compilazione dei registri, schede e pagelle, redazione e invio di comunicazioni scritte alle famiglie, le varie telefonate per avvertire i genitori di alunni troppo assenti e /o in difficoltà, ed eventuali colloqui col Dirigente…. e spesso tutto quel tempo non quantificabile in cui un professore resta a parlare con un genitore in colloqui individuali, con un alunno in difficoltà (non solo scolastiche), o in cui docenti si trattengono, (informalmente ma non per questo meno necessariamente), a discutere le tante situazioni e comportamenti problematici dei loro 80 o 140 o 200 o più alunni.

-Veniamo poi al lavoro svolto a casa.

Prendiamo il caso di un docente di lingua e letteratura. Con un numero di alunni per classe che può arrivare a 30, e quattro insegnamenti che prevedono prove scritte, deve correggere in un anno c.a. 700 elaborati; vi si aggiungono tutte le prove scritte che noi docenti spesso facciamo svolgere in sostituzione delle interrogazioni orali in classe, per risparmiare tempo prezioso di lezione; aggiungiamo qualche controllo di prove svolte a casa. Con queste arriviamo ad un totale di c.a. 1.100-1200 elaborati. In sintesi si può calcolare un impegno annuo di circa 6/10 ore a settimana aggiuntive di lavoro, peraltro non retribuite.

-Poi c’è la preparazione delle lezioni, che non è semplicemente rileggere il manuale prima di ogni spiegazione, ma significa anche rileggere quanto assegnato, approfondimenti vari, ricerche sul web, fotocopiature etc.

-E ancora, impegni diversi, ma che si aggiungono al totale, come il tempo per valutare i testi da adottare, fare medie e calcoli, scrivere programmazioni e relazioni, aggiornarsi sulla normativa.

Di somma in somma, arriviamo a 35-36 ore di lavoro. Se le ore di lezione aumentassero di un terzo così come propongono, arriveremmo ad oltre 50 ore settimanali, sempre a fronte delle “istituzionali” 18 ore, senza poi contare il tempo dedicato all’aggiornamento ed alla formazione che fa parte della nostra professionalità docente.

-E cosa dire delle nuove tecnologie per la didattica che richiedono particolari dispositivi informatici e specifiche competenze? Tutto questo avviene a nostra spese risultando, anche questo, un lavoro invisibile.

-Per non parlare poi dei viaggi di istruzione che richiedono una attenzione ed un carico di responsabilità senza pari. Tutti questi compiti del tutto “sommersi” sono di fatto il nostro lavoro, perché contribuiscono alla nostra professionalità, arricchiscono la nostra preparazione e quindi quella dei nostri alunni (sono loro che contano!!). Le misure che questo governo sta intraprendendo nei confronti della scuola pubblica sono, a nostro avviso, parte integrante di quel progetto generale di svilimento e distruzione della istruzione statale che questo governo condivide con i precedenti. Certo, non è chiaro come l’Italia possa sperare in un futuro migliore se attribuisce così poco valore al lavoro di quei docenti a cui il Paese affida, con l’educazione dei giovani, proprio il suo futuro.

E proprio su questo, quindi, che si esprime la grande preoccupazione dei lavoratori della scuola dettata dalle misure di legge adottate fino ad oggi ed a quelle a venire (v. DDL 953-ex Aprea) tutte vessatorie, delegittimanti nei confronti di una scuola pubblica democratica.

Stiamo negando il futuro alle giovani generazioni, compresi gli studenti di oggi, consegnando loro una scuola pubblica depressa, mortificata e incapace di prospettare reali opportunità di lavoro.

Alla luce di quanto esposto, il Collegio dei Docenti ha deliberato di non attuare tutte le forme di protesta nello stesso momento ma diversificandole in fasi e momenti successivi. Viene deciso che le attività didattiche e di formazione si svolgano solo ed esclusivamente in classe o nei laboratori e che siano sospese tutte le attività del Piano dell' Offerta Formativa e dei PON ad esclusione di quei progetti PON FSE riferiti all'acquisizione dei fondi per l'utilizzo delle nuove tecnologie e di quelli oramai in fase di ultimazione. Sono inoltre sospesi i viaggi di istruzione, le visite guidate e le adozioni dei libri di testo.

Ci auguriamo vogliate sostenere la nostra e protesta, che riguarda in primis il futuro dei giovani esprimendoVi attraverso petizioni o sensibilizzando giornali e istituzioni.

 

I docenti del Liceo GB Vico