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Caserta - ITI “Giordani”

by domenico fusco last modified 2012-12-22 00:48

Lettera a studenti e famiglie

I sottoscritti docenti dell’ITI “Giordani”,  dopo approfondito dibattito e confronto

ESPRIMONO

grande preoccupazione e profondo dissenso nei confronti  delle scelte politiche degli ultimi Governi e dell’attuale Ministro Profumo che rischiano di dare il colpo di grazia alla scuola italiana, già colpita dai numerosi tagli e interventi penalizzanti degli ultimi anni (basta ricordare l’innalzamento del rapporto alunni-insegnanti, l’accorpamento degli Istituti, la riduzione dei posti di Dirigente Scolastico, dei DSGA, dell’organico ATA e Docente e numerosi interventi nei confronti di alcune categorie, spesso le più deboli, come gli inidonei).

ESPRIMONO NETTA CONTRARIETA’

ai tagli da anni fatti alla scuola sia in termini di organici, sia di finanziamenti, sia di strutture;

all’indiscriminato aumento dei requisiti per il pensionamento, con la conseguenza che non si sono liberati nuovi posti di lavoro e che, in brevissimo tempo, avremo i lavoratori più anziani d’Europa. Senza contare che l’imporre elevatissimi limiti di età rischia di minare la stessa qualità e sicurezza del servizio (si pensi, ad esempio, a un docente di scuola dell’infanzia);

al blocco dei contratti da diversi anni, solo nel pubblico impiego,  così come gli scatti di anzianità. Ciò ha prodotto  una  notevole perdita del potere d’acquisto e ci sta portando ad avere nella scuola gli stipendi più bassi d’Europa (l’accordo firmato la scorsa settimana tra MIUR e alcuni sindacati, non sblocca affatto gli scatti ma ne compensa, data l’esiguità della somma stanziata, solo una piccola parte, per un anno, e per giunta imponendo l’accettazione dell’accordo sulla produttività, firmato a livello nazionale e per tutte le categorie, che impone il legame tra aumenti salariali di qualsiasi tipo e “produttività”);

alle incursioni legislative su temi contrattuali,

all’avanzamento dell’iter parlamentare della legge Aprea-Ghizzoni, approvata in Commissione Cultura della Camera, che restringe gli spazi di democrazia, aprendo la strada all’autonomia statutaria di ogni singola scuola, con la conseguente messa in discussione di un sistema nazionale pubblico dell’istruzione e la pericolosa accelerazione sul ruolo dei soggetti privati, che avranno la possibilità di entrare a far parte degli organi collegiali e, in cambio del loro finanziamento esterno, influenzare pesantemente il Piano dell’Offerta Formativa;

al concorso indetto in quanto spesa inutile ed ingiusta rispetto agli insegnanti precari che da anni contribuiscono al funzionamento della scuola;


                                               DICHIARANO uno “stato di agitazione”
                                       che si concretizza attraverso le seguenti iniziative:

* Astensione fino al 31 dicembre da tutte le attività aggiuntive NON OBBLIGATORIE come:
TUTTE le attività aggiuntive quali: partecipazione a Commissioni, ore aggiuntive di insegnamento, ore di supplenza, Funzioni Strumentali;
TUTTI gli incarichi quali: Collaboratori del D.S., Responsabili di  laboratori, RSPP, Coordinatori di classe
ATTIVITA’ quali: visite e viaggi d’istruzione, riunioni non previste nel Piano Annuale delle attività deliberato dal Collegio Docenti.
Sono garantite le attività: consigli di classe (compresa la funzione di segretario-verbalizzatore);

tutte le attività del Piano Annuale deliberato dal Collegio Docenti (40-40 ore);

le informazioni alle famiglie (ricevimento individuale/collettivo).

   * realizzazione di una rete con gli altri istituti della città e della provincia;

    *informazione doverosa ai genitori sulla mobilitazione dei docenti tramite comunicazione scritta a tutte le famiglie, tramite pubblicazione del presente documento sul sito della scuola e attraverso il consiglio di classe aperto ai genitori.

    *diffusione delle informazioni sui contenuti e le ragioni della protesta attraverso diversi canali di comunicazione (comunicati stampa, siti web, ecc.).

    *convocazione di assemblee sindacali, ordinarie e straordinarie, anche in orario lavorativo, per fare il punto della situazione e coordinare l’azione di protesta.